Morgan e Maria De Filippi, questione di incompatibilità?

L’addio era nell’aria fin dal primo momento, quando era parso palese a tutti la sua incompatibilità col programma e con tutto il suo meccanismo di funzionamento, e così alla fine la notizia non ha stupito nessuno: Morgan ha deciso di mollare il programma “Amici” di Maria De Filippi, di cui era giudice e coach.

Nella puntata di sabato 15 aprile vedremo in onda il suo definitivo addio: il musicista è arrivato a un duro scontro con i suoi stessi concorrenti, gli autori e la produzione abbandonando “in diretta” il ruolo di coach della squadra dei Bianchi.

«Sono purtroppo costretta a confermare le voci che annunciano l’uscita di Morgan da Amici. È vero e lo considero un mio fallimento», ha annunciato la padrona di casa.

«Dopo una lunga e vana attesa di un incontro con gli autori e con chi gestisce la produzione — ha spiegato Maria De Filippi —, tutto è degenerato. Da lui sono partiti gli insulti, le accuse, le teorie complottiste e persecutorie, fino alla ovvia e necessaria risoluzione degli impegni reciproci. Peccato».

Molto diversa la versione di Morgan, che in un video ne ha per tutti: “Maria De Filippi sostiene che io non sono adatto al talent e decide di non lavorare più con me. Abbiamo opinioni differenti su cosa voglia dire fare musica, mi ha impedito praticamente di farlo. Si è inventata, costruita televisivamente questa lite con i ragazzi. La verità è che ho un ottimo rapporto con i ragazzi”.

“Maria mi ha detto di andare a litigare con i ragazzi, fomentandomi, facendomi vedere i filmati dei ragazzi che dicono “Non vogliamo cantare i Pink Floyd”. Mi hanno impedito di spiegare le canzoni ai ragazzi e gliele davano prima che gliele comunicassi io, le calavano dall’alto come macigni poi per forza che non le accettano. Mi hanno impedito anche in trasmissione di raccontarle. Perché assumete Morgan se sapete benissimo chi è e cosa fa e la sua impostazione musicale, quando io ho consegnato a loro un programma di quali canzoni avrei voluto far eseguire. Domani la pubblicherò e ditemi voi se sono canzoni da censurare come han fatto loro”, continua.

Per poi concludere: ““Avevano paura di me. Io credo nella qualità, nella cultura e nella comunicazione sana e intelligente, nell’arte e nel servizio pubblico, nell’istruzione. Loro nella televisione spicciola, nel mercato, nel denaro, nel mantenere bue il popolo e ben salde le poltrone”.

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