NoVax: contagiare bambini non vaccinati, quando il pregiudizio

Eleonora Gitto

NoVax: contagiare bambini non vaccinati, quando il pregiudizio diventa un pericolo.

Abbiamo sostenuto più volte che non far vaccinare i propri bambini per una presa di posizione pregiudiziale, non è questione di tutela della propria salute privata: è una questione di salute pubblica, di pubblica incolumità.

Che un bambino non contragga una malattia virale è importante, ma diventa ancor più importante che una collettività di bambini, e comunque di persone, non contragga la malattia.

Per questo è utile, e in alcuni casi indispensabile, che i bambini siano vaccinati: perché andranno a scuola, giocheranno con altri bambini, li frequenteranno e così via.

Purtroppo, tra gli stessi bambini esistono soggetti più deboli, e quindi più a rischio. Se contrae il morbillo un bimbo sano, probabilmente supererà la malattia; se lo contrae un bimbo a rischio, particolarmente cagionevole di salute o con altri problemi, non si sa come va a finire.

L’appartenenza a una comunità vuol dire questo: tutelare la salute di tutti, per tutelare anche la propria.
Ma questo alcuni NoVax non lo capiscono, e mettono a repentaglio la salute di tutti con i loro comportamenti definiti irresponsabili dallo stesso Gino Strada.

Di questi comportamenti altamente irresponsabili e probabilmente oltre la soglia della liceità, abbiamo ulteriore notizia a conferma da parte di Andrea Nobili, il Garante dei Diritti della Regione Marche.

A lui sono pervenute delle denunce di alcuni medici venuti a contatto con gruppi Facebook nei quali si perseguirebbe l’intento di diffondere dei virus tra bimbi malati e non vaccinati, per perseguire una sorta di immunizzazione naturale ai virus stessi. Siamo al delirio più puro, e se così stanno le cose l’intervento delle autorità diviene indispensabile.

Dice a proposito Nobili: “Ho ritenuto opportuno avvisare la Polizia Postale perché siamo al delirio. Attraverso azioni di questo tipo, oltre a disconoscere l’obbligo vaccinale, si induce a forme di contagio volontario. E’ nostro dovere invece ribadire che il pur rispettabile interesse individuale, va ad annullarsi rispetto all’interesse pubblico, soprattutto laddove si tratti di tutela della salute collettiva”.

“I mutamenti intercorsi, prosegue Nobili, negli ultimi anni, sia per quanto riguarda la copertura vaccinale, sia per l’esposizione al contatto con persone provenienti da altri Paesi, impongono di tener conto delle raccomandazioni provenienti dalla comunità scientifica e dalle istituzioni sanitarie competenti”.

Purtroppo siamo in una fase nella quale i NoVax, da un atteggiamento passivo, rischiano di passare a un atteggiamento attivo con la possibilità di creare danni enormi alla collettività.

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