Panace di Mantegazza, ragazzo americano è rimasto gravemente ustionato
Panace di Mantegazza ragazzo americano è rimasto gravemente ustionato

Soprattutto in primavera e in estate, quando le belle giornate lo permettono, è bellissimo e rilassante passeggiare e stendersi tra la natura, circondati da piante e fiori di ogni genere, ma non tutti gli arbusti sono innocui purtroppo, anzi.

Le piante contengono infatti migliaia di sostanze chimiche o principi attivi, non tutti conosciuti ed a volte potenzialmente tossici: non sempre ciò che è naturale è sicuro.

In generale le tossine vegetali possono agire a livello locale (nella zona di contatto) o sistemico (dopo assorbimento per via respiratoria, gastrointestinale o cutanea-mucosa).

L’azione locale causa irritazioni nelle zone di contatto, dolore, arrossamento e lacrimazione a livello degli occhi, dolore, aumento della salivazione, gonfiore della lingua e della glottide, nel cavo orofaringeo, vomito, dolori addominali, diarrea nel tratto gastrointestinale. Le specie fototossiche determinano reazione locale in seguito all’esposizione alla luce solare.

L’azione sistemica determina sintomi differenti secondo l’organo colpito ed il tipo di tossina implicata: si possono persino avere alterazioni dello stato di coscienza, coma, convulsioni, alterazioni della frequenza cardiaca, delle secrezioni, diametro della pupilla e della motilità intestinale, anemia, alterazione della composizione del sangue, emorragie.

Tra le più velenose anche solo al contatto spicca la cicuta, caratterizzata da un odore sgradevole e nauseabondo, simile all’urina di gatto, soprattutto quando viene spezzata: è altamente tossica in ogni sua parte a causa della presenza di almeno cinque diversi alcaloidi e la sua ingestione provoca problemi digestivi, cefalee e, in seguito, parestesia, diminuzione della forza muscolare e quindi paralisi.

Caratterizzata da frutti dall’aspetto invitate e sapore gradevole, in realtà le bacche della Belladonna sono altamente tossiche per l’uomo e la loro ingestione richiede l’immediato ricovero in ospedale, perché scatena tutta una serie di sintomi che vanno dalla diminuzione della sensibilità al delirio, fino alle convulsioni e alla morte.

Ma c’è anche un’altra pianta estremamente velenosa, ed è quella in cui si è imbattuto uno studente, riportando danni non da poco.

Nello specifico, un giovane di diciassette anni residente in Virginia, negli Stati Uniti, ha riportato ustioni gravi semplicemente per aver toccato questa pianta tossica.

Alex Childress era impegnato nel suo lavoro estivo di giardinaggio nell’area intorno a una fabbrica quando un ramo gli ha toccato il volto.

“Ho tagliato un cespuglio e quando il ramo è caduto mi ha toccato la faccia. Non ci ho fatto molto caso perché con questo tipo di lavoro mi capita spesso”, ha raccontato Alex alla Nbc spiegando che non sapeva di aver toccato la Panace di Mantegazza.

Ma, una volta a casa , dopo aver fatto una doccia, la sua pelle aveva iniziato a staccarsi, con ustioni di secondo e terzo grado, e la madre, capendo che ci fosse qualcosa che non andava, lo ha portato subito al pronto soccorso, dove gli hanno diagnosticato ustioni di secondo e terzo grado.

La panace di Mantegazza o di Mantegazzi (Heracleum mantegazzianum L.) è una pianta della famiglia delle ombrellifere e può superare i 2 metri di altezza.

Presenta foglie di grandi dimensioni i cui piccioli sono ricchi di aculei. Si tratta di una pianta invasiva originaria del Caucaso che fu portata in Europa a scopo ornamentale.

Come abbiamo potuto vedere dall’esperienza del giovane americano, è una pianta pericolosa per la pelle e per gli occhi. Dopo il contatto con la piante e in seguito all’esposizione a radiazione solare diretta o a raggi U.V. compaiono gravi infiammazioni della pelle con estese lesioni bollose. Il rischio è che rimangano delle cicatrici permanenti. Il contatto della linfa della pianta con gli occhi può causare cecità temporanea o anche permanenti.

Il ragazzo ha ora bisogno di un sostegno economico per coprire le spese mediche e poter andare all’università.

«Non sono uno che chiede aiuto, cerco sempre di aiutare gli altri quando e dove posso, ma ora ho davvero bisogno di aiuto. Non sarò in grado di lavorare per il resto dell’estate, e inoltre non sappiamo se l’assicurazione dei miei datori di lavoro coprirà le spese mediche. Ho una borsa di studio per la Virginia Tech con l’esercito ROTC ma potrei finire per perderla a causa di questo problema», spiega Alex che ora è già riuscito a raccogliere – tramite una pagina di raccolta fondi – circa 17.000 dollari.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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