Paolo Villaggio, in migliaia per dargli l’ultimo saluto

Personaggi famosi, decine di ex colleghi che hanno lavorato al suo fianco su diversi set, gente comune che lo ha sempre considerato il simbolo dell’italiano medio, di più di una generazione che ha arrancato e continua ad arrancare per cercare di uscire dal grigiume quotidiano: migliaia le persone accorse, nonostante l’afa e il caldo torrido, ieri a Roma per dare l’ultimo addio a Paolo Selvaggio.

Una nuvoletta sulla bara con scritto “lassù non pioverà più”. Inizia così l’ultimo saluto al grande attore: la bara è arrivata in Campidoglio ed è stata aperta la camera ardente nella sala della Protomoteca.

Il feretro è stato accolto dai familiari, dal vicesindaco di Roma, Luca Bergamo e da una trentina di persone che di prima mattina hanno voluto rendergli omaggio. La camera ardente è rimasta aperta al pubblico dalle 9.30 fino alle 16.30. Tra i primi omaggi quello del ministro della Cultura Dario Franceschini: “Non era solo Fantozzi – ha detto – era un grande intellettuale”.  Fuori dalla sala della Protomoteca centinaia di persone in fila.

In centinaia hanno poi partecipato al funerale laico di Paolo Villaggio, svoltosi al Teatro all’aperto della Casa del Cinema di Roma. La cerimonia si è aperta sulle note di “Carlo Martello”, brano di Fabrizio De André, genovese proprio come l’attore. Poi tra gli alberi di Villa Borghese hanno risuonato le parole dello stesso Villaggio pronunciate in un’intervista su Fantozzi (“non è un personaggio comico, è un personaggio tragico”): “Gli italiani non hanno intuito una cosa fondamentale: è stato un terapeuta perché ha fatto capire che tutti quelli che subivano la cultura consumistica facevano quella vita lì”.

Tra gli altri, presenti Neri Parenti, Milena Vukotic, Massimo Boldi, Lina Wertmuller, Carlo Freccero e Plinio Fernando.

“Se oggi incontro per la strada persone che mi sorridono e mi offrono un gelato – ha spiegato Milena Vukotic (la signora Pina della saga di “Fantozzi”) – lo devo sicuramente a Paolo e di questo gli sarò sempre grata”. Il regista e sceneggiatore Neri Parenti ha invece commentato: “Tra di noi c’era uno strano rapporto di padre e figlio. Solo che ero io il padre, nonostante la differenza di età, perché lui era sicuramente più discolo di me. Comunque quelli furono anni meravigliosi che non scorderò mai”.

E per i nostalgici del suo personaggio più celebre, a tempo di record tornano in libreria i primi tre libri della serie, da tempo introvabili. Sono quelli che hanno mostrato le doti di scrittore di Paolo Villaggio, successi da 900 mila copie, scomparsi dagli scaffali negli ultimi anni. E di questo l’autore di Fracchia e poi di Fantozzi si rammaricava: “Villaggio è stato un grande narratore e soffriva di non essere riconosciuto come scrittore, soprattutto in Italia”, ha detto Federica Magro, direttore editoriale di Rizzoli.

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