Parto in acqua, per una donna russa direttamente nel Mar Rosso

Il parto in acqua è ormai una metodologia conosciuta ed utilizzata da milioni di neo-mamme in tutto il mondo, permette alle gestanti di dare alla luce il proprio figlio attraverso un percorso utile ad avere il minor tipo di trauma e dolore possibile, naturalmente si tratta di parto in acqua ma nessuno aveva mai pensato ad un travaglio direttamente nelle acque del Mar Rosso, eppure è accaduto ad una neo-mamma russa e la notizia ha fatto immediatamente il giro del mondo.

La nuova sensibilità per le necessità della partoriente e del nascituro ha permesso di sviluppare questa metodologia che ha trovato origine dalle esperienze del medico russo Igor Tjarkowskij ed oggi è una pratica consolidata in molti ospedali europei.

Questa pratica è pensata per diminuire i dolori legati al parto, dalla fase del travaglio alla fase espulsiva vera e propria. Gli ospedali più avanzati si sono dotati di strumenti adatti per esaudire le richieste delle partorienti che vogliono provare questa esperienza, ma molte donne incinte stanno anche provando l’esperienza del parto in acqua in casa, con piscine gonfiabili apposite che si possono anche affittare.

Il parto in acqua si può fare a patto di avere un travaglio fisiologico, cioè una gravidanza non a rischio. Al momento del travaglio la gestante viene accompagnata in acqua in una piscina apposita, se si tratta di un ospedale, o in una vasca gonfiabile piena d’acqua calda.

Di solito si entra in acqua quando la cervice è dilatata di almeno 5 cm, anche se si può entrare prima per prevenire anche i primi dolori del travaglio e della dilatazione. L’ostetrica e il ginecologo sono sempre con la donna, per controllare il battito cardiaco del bambino, della mamma, e la temperatura dell’acqua. La donna può assumere diverse posizioni per partorire: accovacciata, sulle ginocchia, o galleggiando sulla schiena.

Il parto in acqua presenta diversi vantaggi e benefici. Prima di tutto, l’acqua, soprattutto per le donne che ne hanno molta confidenza, aiuta a rilassare i muscoli e il respiro, facilitando le diverse fasi del parto naturale, dal travaglio all’espulsione del neonato. Essere immerse in acqua, poi, consente di muoversi meglio e assumere diverse posizioni senza sentire il dolore che si sentirebbe fuori dall’acqua. La gestante viene immersa nell’acqua fin sotto il seno, per cui ha molta libertà di movimento. Partorire in acqua consente anche di regolare meglio la pressione sanguigna. Molte donne ovviamente sono scettiche e hanno paura di provare, ma, per quanto riguarda il neonato, i bambini nati in acqua sono perfettamente normali e in salute come chiunque altro.

Tra gli aspetti negativi, la carenza in Italia di strutture che consentono alla donna di scegliere il parto in acqua, ma anche la necessità che la gestante abbia portato avanti una gravidanza assolutamente fisiologica, senza perdite ematiche, senza l’insorgere di patologie come la gestosi o la presenza di malattie pregresse, come l’ipertensione.
Anche la posizione del feto è fondamentale per la scelta del travaglio in acqua: deve essere proporzionato rispetto alle misure del bacino materno e presentarsi in posizione occipitale. Impossibile fare il travaglio in acqua in caso di parto prematuro o parto oltre termine, poiché queste condizioni potrebbero richiedere interventi d’emergenza.

Senza dubbio una variante estrema di questa tipologia è quella adottata da una donna che ha scelto di dare alla luce suo figlio addirittura nel Mar Rosso.

Nello specifico, l’incredibile vicenda riguarda una turista russa che era in Egitto, a Dahab: la donna ha scelto un parto in acqua salata, capace di catturare l’attenzione di tutti e di diventare naturalmente virale sul web.

Le immagini, postate su Facebook, mostrano il neonato appena partorito, ancora legato dal cordone ombelicale alla placenta, portato a riva fra le braccia del medico. C’era anche il papà e il fratellino ad attenderlo. Fotografata anche la mamma del piccolo che, a vedersi, sembra uscire dall’acqua dopo il parto tranquilla, come alla fine di un normalissimo bagno a mare.

A togliere parzialmente magia all’evento il fatto che la turista russa avesse probabilmente pianificato di partorire nel Mar Rosso. Del resto, era accompagnata dal suo medico, prova inequivocabile che sapesse di essere ormai in procinto di partorire. La placenta, dopo essere stata rimossa, è stata messa in un contenitore arancione, portato a riva sempre dal medico presente.

Alcuni utenti hanno messo in dubbio la veridicità della notizia, confermata invece dai principali organi di stampa egiziani.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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