L’arte sottile di decidere dove andare
Scegliere la meta di un viaggio non è mai un atto puramente logico. Nonostante passiamo ore su fogli di calcolo, comparatori di voli e mappe digitali, la decisione finale risiede spesso in una zona d’ombra tra il desiderio inconscio e la necessità biologica di decompressione. In un’epoca di sovraccarico informativo, dove ogni angolo del globo è a portata di scroll su uno smartphone, il vero lusso non è più viaggiare, ma saper scegliere dove approdare.
Scegliere una destinazione significa, di fatto, disegnare il perimetro della propria felicità temporanea. È un processo che intreccia geografia, economia personale e, soprattutto, una profonda introspezione. Ma come si passa dal caos delle opzioni infinite alla certezza di un biglietto aereo?

Pericolo e insicurezza: il caso del Venezuela
Il Sud America è un continente che affascina moltissimi viaggiatori con la sua cultura vibrante e i suoi paesaggi mozzafiato. Tuttavia, non tutti i paesi offrono la stessa tranquillità. Il Venezuela, ad esempio, vive da anni una situazione di profonda instabilità politica ed economica che si riflette direttamente sulla sicurezza.
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L’esperienza di Liz Parry, esperta viaggiatrice con oltre 70 paesi all’attivo, conferma questa realtà. Durante la sua visita a Caracas si è sentita così poco sicura da decidere di non lasciare quasi mai l’hotel, ripartendo il prima possibile. Questo racconto personale trova un’eco nei bollettini ufficiali: il sito “Viaggiare Sicuri” della Farnesina sconsiglia tutti i viaggi non essenziali nel paese, segnalando un altissimo tasso di criminalità, sequestri e condizioni di vita precarie. La situazione rende estremamente rischioso avventurarsi, soprattutto da soli.
Overtourism: quando la folla rovina il paradiso
Un problema di natura completamente diversa ma altrettanto impattante è l’eccesso di turismo, o overtourism. Località celebri, prese d’assalto da orde di visitatori, perdono la loro autenticità e diventano invivibili, sia per i residenti che per i turisti stessi.
Ogni anno, l’autorevole rivista di viaggi Fodor’s stila la sua “No List”, un elenco di luoghi da evitare per preservarli e per garantirsi un’esperienza di viaggio migliore. Tra le mete segnalate a causa dell’impatto del turismo di massa troviamo gioielli europei come Venezia, Barcellona e Lisbona, ma anche paradisi esotici come Bali in Indonesia e l’isola di Koh Samui in Thailandia. Il problema non risparmia nemmeno le vette più alte: persino il Monte Everest è stato inserito a causa dell’inquinamento e dell’eccessivo numero di spedizioni che ne mettono a rischio il delicato ecosistema.
A volte, una brutta esperienza può nascere anche da situazioni inaspettate, come una guida spericolata. La stessa Liz Parry racconta di aver avuto un’enorme paura guidando in Lituania, a causa dello stile di guida pericoloso e del mancato rispetto delle regole stradali da parte degli automobilisti locali.
Scegliere dove andare è importante quanto decidere dove non andare. Informarsi sulla situazione di un paese e sull’impatto del turismo di massa può fare la differenza tra un viaggio da sogno e un incubo.
Per pianificare con consapevolezza, è sempre utile consultare fonti ufficiali e aggiornate.
Approfondimenti:
- Per aggiornamenti sulla sicurezza delle destinazioni: Viaggiare Sicuri – Ministero degli Affari Esteri
- Per spunti su un turismo più sostenibile: Fodor’s Travel
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




