Povertà sanitaria triste realtà italiana in aumento

Sembrerà paradossale, ma attualmente bisogna essere ricchi, o comunque agiati, per potersi permettere di ammalarsi.

Certo, e aggiungiamo fortunatamente, in Italia abbiamo un sistema sanitario nazionale pubblico, che assicura le prime cure anche agli indigenti, e alle famiglie a basso costo assicura numerose prestazioni che altrimenti non potrebbero mai permettersi, ma il gap da colmare è ancora enorme, e sono migliaia ogni anno le persone costrette a rinunciare a curarsi per mancanza di soldi.

Causa anche la lunga congiuntura economica negativa, nello stivale la povertà aumenta e con lei in Italia è in crescita quindi anche la “povertà sanitaria”, ovvero il numero delle persone che non sono in grado di curarsi in modo adeguato per motivi economici.

Nel 2015, oltre 13 milioni di italiani – un milione in più rispetto al 2014 – hanno limitato il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per mo­tivazioni di tipo economico.

Dai dati Istat emerge poi che in Italia nel 2015 le persone indigenti hanno potuto spendere per curarsi 29 centesimi al giorno, ovvero 106 euro all’anno (14 euro in meno rispetto all’anno precedente), contro i 695 euro (+13 euro) del resto della popolazione.

Contestualmente, le famiglie povere hanno potuto spendere solo il 2,4% del proprio budget in salute (22,18 euro su 905.84 euro mensili), contro il 4,5% (111,92 euro su 2.498,58 euro mensili) delle famiglie non povere. Più del 10% degli intervistati ha rinunciato a visite ospedaliere o a esami del sangue, non potendosi permettere il ticket.

Povertà sanitaria triste realtà italiana in aumento

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A certificare che la povertà sanitaria nel nostro Paese registra un nuovo aumento è arrivato anche il “Rapporto 2017 – Donare per curare: Povertà sanitaria e Donazione Farmaci”, promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato dall’Osservatorio Donazione Farmaci (organo di ricerca di Banco Farmaceutico) che è stato presentato questa mattina a Roma nella sede dell’Aifa.

Un quadro desolante, che mostra inoltre come tra i poveri assistiti, oltre all’aumento degli stranieri (+6,3%), c’è quello dei minorenni (+3.2%). Gli under 18, in particolare, rappresentano il 21,6% degli utenti. La crescita maggiore si evidenzia tra i minorenni italiani (+4,5% in un anno, contro il +1,5% dei minori stranieri).

Per fortuna gli enti aiutati hanno fornito farmaci a oltre 580mila pazienti. Si tratta mediamente del 12% dei poveri assoluti italiani, percentuale che sale al 21% al Nord. Dopo la grande crescita degli ultimi anni (+37,4% solo lo scorso anno), nel 2017 si assiste a un processo di stabilizzazione degli utenti, che in ogni caso sono cresciuti ancora di circa il 4% rispetto al 2016.

“In una fase storica tanto complicata – ha spiegato Sergio Daniotti presidente della Fondazione Banco Farmaceutico – caratterizzata dal persistere degli effetti della crisi, il Terzo settore e il mondo della solidarietà hanno bisogno di strumenti e competenze sempre più affinati per poter assolvere alla propria vocazione. L’Osservatorio donazione farmaci, organo di ricerca di Banco Farmaceutico, nasce per fornire un contributo di conoscenza a chi si occupa degli ultimi, ovvero gli enti assistenziali. Il nostro contributo è a disposizione delle istituzioni, per le quali costituisce un elemento di sostegno – in termini di dati, analisi e previsioni – all’elaborazione delle politiche socio-sanitarie e degli strumenti necessari per soccorrere la popolazione più fragile”.

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