Problemi alla prostata, niente sesso per sette milioni di Italiani?

Eleonora Gitto

Ma davvero per problemi alla prostata, il sesso è diventato una chimera per sette milioni di italiani?

Ogni genere ha la sua croce. Le donne hanno la loro croce con il seno e i problemi all’utero di varia natura; gli uomini, soprattutto oltre una certa età, hanno problemi e disfunzioni alla prostata.

Nonostante tutto che ne consegue per entrambi i sessi. Compresi i problemi per i rapporti sessuali.

Gli uomini, in particolare, risentono in gran parte delle problematiche alla prostata, di natura sia maligna sia benigna, passati i 50-60 anni.

Il che vuol dire che, oltre le ben note difficoltà a urinare che si manifestano soprattutto di notte, col freddo e in determinate situazioni di stress, esistono anche disfunzioni di carattere sessuale che vanno affrontate da subito con cure mirate.

E di cure ne esistono tantissime: da quelle farmacologiche, agli interventi chirurgici per la riduzione del volume della prostata.
La problematica diviene ancora più importante in estate.

Luciana Mariani, urologa, ricorda: “La maggiore esposizione al sole converte il triptofano in serotonina, un antidepressivo naturale, aumentando la libido e la secrezione di ormoni sessuali maschili e femminili. Inoltre le ferie ci tengono lontani dallo stress e dalle preoccupazioni della quotidianità, dandoci la possibilità di riappropriarci dei nostri desideri, prendendoci cura di noi stessi”.

“Questo, prosegue la Mariani, favorisce un più facile approccio all’intimità e al sesso. Ma se questo si scontra con un problema fisiologico come quelli che possono essere causati dall’ipertrofia prostatica benigna, allora il desiderio sessuale potrebbe avere un drastico calo”.

Da parte sua Francesco Mirone, Segretario della Società Italiana di urologia, spiega: “Circa tre milioni di uomini devono fare i conti con problemi come disfunzione erettile, quattro milioni con eiaculazione precoce, 3 milioni con disturbi e calo del desiderio, e spesso queste problematiche maschili si ripercuotono sulla donna, generando disturbi come mancanza di orgasmo, vaginismo, disturbi del desiderio. Oggi la prostata ingrossata accomuna circa il 65% dei sessantenni e l’80% dei settantenni”.

“Una percentuale alta ma che potrebbe essere meno della metà se gli uomini andassero dal medico. Invece sappiamo che lo fa meno del 50% degli uomini che presentano difficoltà urinarie. In questi casi è molto importante l’intervento della donna nel convincere il partner a rivolgersi allo specialista. Non a caso il 25% degli uomini che arrivano nei nostri studi sono accompagnati dalle donne”.

Oggi le opzioni disponibili sono numerose, sicure, efficaci e anche pratiche da assumere. Tutti, o quasi, dall’urologo, quindi, oltre una certa età.

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