Rimini, donna rischia la vita perché rifiuta la chemio
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La chemioterapia è senza dubbio una delle branche più importanti e fondamentali della farmacologia che si sono sviluppate a partire dal secolo scorso.

Il termine “chemioterapia” è stato coniato all’inizio del XX secolo per descrivere l’uso di sostanze sintetiche allo scopo di distruggere gli agenti eziologici delle malattie infettive. Nel corso degli anni, la diffusione delle patologie tumorali fino a livelli endemici ha determinato un’estensione della definizione originaria, a comprendere tra gli “organismi invasori” anche le cellule che sono andate incontro a degenerazione tumorale.

Più semplicemente, nel linguaggio comune, quando si parla di chemioterapia si fa riferimento alla somministrazione di una o più sostanze capaci di uccidere le cellule tumorali durante il loro processo di replicazione.

L’associazione di sostanze diverse consente di aggredire le cellule tumorali colpendo contemporaneamente  diversi meccanismi essenziali per la loro replicazione. Si ostacola così la loro capacità di evolvere verso forme resistenti alle cure.   Esistono quasi un centinaio di sostanze che possono essere variamente combinate per combattere meglio le diverse forme di tumore, e nuove molecole sono continuamente scoperte, sintetizzate o estratte e messe a punto nei laboratori di tutto il mondo.

In genere la chemioterapia si prolunga per un periodo che va da tre a sei mesi, nel corso del quale si effettuano in genere da tre-quattro a sei-otto cicli di trattamento. Il programma tuttavia può cambiare in relazione al tipo di malattia, al singolo paziente e alla reazione individuale alle cure.

Rimini donna rischia la vita perché rifiuta la chemio

Rimini donna rischia la vita perche rifiuta la chemio

Spesso la chemioterapia è usata come unica cura contro il cancro ma, nella maggior parte dei casi, accompagna interventi chirurgici, radioterapia o terapia biologica.

Ma sono gli effetti collaterali della chemioterapia spesso ad essere la maggior causa di preoccupazione per chi si ammala di cancro. Tuttavia questi sono molto variabili da trattamento a trattamento e da individuo a individuo. Rispetto ad alcuni anni fa, inoltre, il loro impatto sul benessere del paziente e la sua qualità della vita è stato molto ridotto.

I principali organi che possono risentire della chemioterapia sono quelli in cui le cellule normali proliferano rapidamente, vale a dire il midollo osseo, la mucosa che riveste la bocca e l’apparato digerente, la cute e i follicoli piliferi.

Controindicazioni di diversa gravità ed intensità che certamente vale la pena affrontare per cercare di debellare il cancro.

Controindicazioni che una donna di Rimini evidentemente non si è sentita di affrontare, convinta di poter usare altri rimedi “naturali”, che realisticamente non le hanno procurato alcun beneficio, anzi.

La donna, di 65 anni, attualmente si trova ricoverata presso l’ospedale di Santarcangelo, in provincia di Rimini, per curare un tumore al seno, nonostante continui a rifiutare la chemio avendo preferito fino ad oggi argilla e dieta.

Madre di tre figli, la signora, prima di essere operata d’urgenza, ha cercato anche di fuggire dalla struttura ospedaliera indossando il solo camice.

“Quando è arrivata sembrava che il tumore le avesse invaso tutto il corpo, tanto era magra. Aveva perso almeno trenta chili, secondo il concetto che bisogno far patire la fame anche al cancro e in questo modo si sconfiggerà. Solo il tumore pesava qualcosa come mezzo chilogrammo”, ha raccontato al Resto del Carlino il dottor Domenico Samorani, primario del reparto di Chirurgia del seno.

Ai medici è spettato il non semplice compito di tentare di convincere la donna a farsi operare: “Con molta pazienza le abbiamo fatto capire che doveva curare l’anemia perché aveva perso moltissimo sangue attraverso questo tumore e che doveva essere operata. Prima ha voluto sapere come facevamo l’operazione, dove veniva fatto il taglio. Sembrava convinta, poi la mattina in cui doveva entrare in sala operatoria è scappata”.

Alla fine però l’intervento è stato inevitabile: “L’intervento è riuscito, ma ora deve continuare con le terapie. Deve fare la chemio, ma ha già detto che non è intenzionata. Questo non è certo l’unico caso che abbiamo registrato quest’anno: ne sono arrivate almeno altre cinque di donne con tumori curati nel modo più improbabile o non curati. E non creda che siano persone senza istruzione: tra queste c’era anche un medico di Bologna”.

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