Roma, Paolo Portoghesi dice “no” allo stadio in città

Eleonora Gitto

Stadio nella città di Roma, il “no” di Paolo Portoghesi.

Stadio sì, stadio no: ormai la polemica, con tutto quello che le gira intorno, cioè miliardi, va avanti da anni.

Nessuno ha il coraggio di dire con chiarezza che lo stadio va fatto o non va fatto.

Una marea di dichiarazioni, tanti distinguo, tanti puntini sulle “i”, ma niente decisioni.

Eppure la Raggi in una frazione di secondo aveva detto no alle Olimpiadi a Roma.

Ma una posizione netta, e diremmo intelligente, è stata presa dall’Architetto Paolo Portoghesi, che in un articolo sul Corriere della Sera, così si esprime: “E’ il Comune che deve decidere la collocazione. Un impianto lì, a Tor di Valle, distrugge la speranza di trasformare la Valle del Tevere in un parco fluviale. E il progetto di Daniel Libeskind, con le sue forme storte e sbilenche dei grattacieli, rispecchia lo sfacelo della città eterna”.

“Oggi una Giunta, votata in modo plebiscitario per cambiare la città, sembra propensa a ripetere l’errore dei peggiori predecessori consentendo ai privati di decidere la collocazione di un importante servizio urbano come lo stadio della Roma, distruggendo per sempre la speranza di poter trasformare la valle del Tevere, ancora in gran parte intatta, in quel parco fluviale di cui tanto si è parlato in passato”.

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