Ruggeri al Festival di Sanremo ”voglio restare nel tempo”

Enrico Ruggeri torna a partecipare al Festival di Sanremo, con quasi 40 anni di carriera alle spalle “Ahimè, sono dati impressionanti ma solo perché direttamente proporzionali all’età che avanza”, scherza il cantautore.

Il 12 febbraio salirà sul palco dell’Ariston con il brano “Il primo amore non si scorda mai” in gara e “‘A canzuncella degli Alunni del Sole” come cover, mentre uscirà il suo nuovo album, dal titolo “Un viaggio incredibile”, un doppio cd con nove inediti, i successi del suo repertorio tra l’86 e il ’91 e quattro cover di David Bowie, un omaggio alla sua recente scomparsa. “Come tutti, ho iniziato ragazzino a suonare con i suoi pezzi. Mi ha sempre affascinato la sua autonomia intellettuale oltre che quella artistica, il suo essere in grado di anticipare i tempi e il suo essere camaleontico, ma non per nascondersi, piuttosto per segnare la differenza con gli altri”, ha commentato Ruggeri in merito al Duca Bianco.

“Questo nuovo disco è legato al precedente. In Pezzi di Vita del 2015 riproponevo i successi tra l’80 e l’85. Stavolta quelli tra l’86 e il ’91, e non mancano Quello che le donne non dicono, Rien va plus, Ti avrò e Il portiere di notte. Magari farò anche ’92-’97 chissà… per quanto riguarda gli inediti, invece, mi sembra di avere un occhio più interessato e affettuoso verso i miei simili, li descrivo con meno rabbia e invettiva e con più ‘pietas’. Sono ondivago, in questo viaggio incredibile che è la vita”.

Riguardo al Festival, del quale è ormai un veterano, commenta: “Ansia? no, ho solo paura di distrarmi quando vedi gente strana seduta in prima fila. Il festival è funzionale ai progetti futuri, condensi in un mese quello che di solito si fa in cinque. Rivendico il fatto di avere il pezzo più rock del festival. Vincere per la terza volta dopo “Si può dare di più” (con Gianni Morandi e Umberto Tozzi) e “Mistero”? Non credo proprio, il televoto penalizzerà quelli come me rispetto ai giovani con una forte fan base. Al festival però ci sono tre classifiche: quella del sabato sera, quella delle vendite e quella del tempo. Io punto all’ultima”.

Ruggeri, oltre ad essere un amatissimo cantautore è anche un apprezzato scrittore ed è impegnato nella stesura di un nuovo romanzo. “E’ un giallo. Il protagonista è un commissario del Sud trapiantato a Milano. Un uomo normale che fa la spesa, prende il tram e il metrò. Mi piace raccontare storie, che siano in tv, alla radio, in una canzone o in un libro. Nei romanzi hai più libertà che nei brani musicali, però quando penso di finire sullo scaffale vicino a Cechov, un po’ di soggezione mi viene. Ma il più critico tra i miei lettori sono io”.

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