Sergio Zaniboni, addio al fumettista papà di Diabolik

Il mondo della cultura italiana perde purtroppo un altro dei suoi più grandi e prolifici protagonisti: Sergio Zaniboni è morto ieri a ottant’anni.

Zaniboni era nato a Torino il 4 agosto 1937. Radiotecnico, prima, poi illustratore grafico e pubblicitario era entrato nell’ambiente dei fumetti a metà anni Sessanta  collaborando con l’editore da Gino Sansoni,  realizzando alcuni adattamenti di romanzi, tra cui I promessi sposi, per l’editore Gino Sansoni.

Negli anni Settanta aveva iniziato a collaborare anche con Il Giornalino, su cui aveva pubblicato “Il campione”  un fumetto sul pugilato con  testi di Alberto Ongaro, e la serie poliziesca Tenente Marlo, per i testi di Claudio Nizzi, Speedy Car,  su testi di Paolo Ferrarini sempre sul Il Giornalino, e Pam&Peter, su Comic Art altri suoi fumetti di fine anno Ottanta .

Ma la sua mano è anche e soprattutto quella che ha disegnato le avventure di Diabolik e ha fatto sognare migliaia di appassionati della serie: al Re del Terrore e a Eva Kant, figura ispirata alla modella torinese Cristina Adinolfi, Zaniboni ha dato la sua inconfondibile impronta grafica a partire dal 1969 quando esordì con l’episodio “Delitto su commissione”.

«Zaniboni», commenta Mario Gomboli, direttore generale di Astorina, «ha dato a Diabolik, e soprattutto a Eva Kant, la loro inconfondibile impronta grafica. Con lui scompare un pezzo di storia non solo del Re del Terrore, ma di tutto il mondo del fumetto italiano».

«Mi piace disegnare a matita. Posso permettermi di schizzare o essere preciso, e l’immagine si definisce quasi da sola sul foglio. So bene che il ripasso a china arriverà, e la gomma per cancellare annullerà i miei disegni per sempre, senza lasciare traccia. Ma mentre disegno non ci devo pensare: la mia matita diventerebbe triste…»: con queste parole amava definire la sua passione, di cui aveva saputo fare un lavoro.

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