Shoah party, ragazzini condividevano violenze efferate in chat

Credevate che ormai il nazismo ed il fascismo fossero solo pagine terribili della nostra storia, archiviate come l’apice della follia umana e quindi irripetibili?

Non proprio: c’è gente di ogni età ed estrazione sociale che invoca ancora la pulizia razziale, nonostante sia un reato, che fa il salute romano, che “rimpiange” tempi che neppure ha vissuto sulla propria pelle.

C’è gente, per di più giovanissima, che addirittura vive di violenza e la denomina “Shoah”: un gruppo di ragazzini italiani, che avevano creato una chat dell’orrore intitolata ‘The shoah party’, da Rivoli, alle porte di Torino, avrebbero diffuso in tutta Italia foto di “una violenza inaudita”, “scene di brutalità inenarrabile”, secondo gli investigatori.

Nella chat ogni forma di violenza e sopraffazione era lecita: immagini pedopornografiche “di violenza inaudita”, scritte inneggianti ad Adolf Hitler, Benito Mussolini, all’Isis e frasi choc contro migranti ed ebrei.

A far scattare le operazioni la denuncia di una madre, che nel gennaio scorso si è recata dai carabinieri di Siena per denunciare di aver rinvenuto nello smartphone del figlio 13enne video pedopornografici.

Sono quindi partite le immagini e gli investigatori sono riusciti ad entrare nella chat, scovando i contenuti e soprattutto gli autori: sono infatti ora indagati 25 ragazzi, 16 minorenni, tra i 13 e i 17 anni, e 9 maggiorenni tra 18 e 19 anni.

Un insieme di minorenni che neppure si conoscevano tra di loro ma che si scambiavano video di terribili violenze come quello di una neonata di nemmeno un anno seviziata da un adulto, oppure una bambina dall’apparente età di 11 anni mentre fa sesso con due ragazzini, forse di poco più grandi di lei.

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