Tabagismo, il fumatore medio ha 50 anni e vuole cercare di smettere
Tabagismo il fumatore medio ha 50 anni e vuole cercare di smettere

Il tabagismo è il consumo abituale e prolungato di tabacco, generalmente sotto forma di tabacco da fumo in sigarette. Il tabagismo si associa a diversi disturbi respiratori, cardiocircolatori e gastrointestinali. La gravità è correlata alla quantità di tabacco consumato, alle sostanze contenute, agli additivi usati per la sua concia e alla carta delle sigarette.

In Europa sono 500.000 all’anno i decessi per cause collegate al fumo e in Italia fra i 15 milioni di fumatori si contano ogni anno 60.000-80.000 morti a causa del fumo.

Ha circa 50 anni, fuma 15 sigarette al giorno da 30 anni, ha un moderato indice di dipendenza da nicotina e nella maggior parte dei casi vuole, o almeno così dichiara, smettere di fumare: questo l’identikit del tabagista medio lombardo secondo i dati della campagna “Spegnila e Respira”, promossa da Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza con la collaborazione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
L’iniziativa di screening ha coinvolto, dal 23 al 28 aprile 2018, le farmacie di Milano, Lodi, Monza e Brianza ed è stata presentata a palazzo Pirelli.

Un profilo che senza dubbio rispecchia quello della penisola intera.

La Campagna, alla sua terza edizione, quest’anno celebra il 15esimo anniversario dell’entrata in vigore della cosiddetta “Legge Antifumo”, fortissimamente voluta dall’allora Ministro della Salute Girolamo Sirchia. Una legge che per la prima volta stabilì il divieto di fumare nei luoghi pubblici e puntò moltissimo sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito alla nocività del fumo passivo.

Nel corso di un convegno organizzato sempre da Federfarma Lombardia a Palazzo Pirelli, a Milano, l’ex ministro Girolamo Sirchia ha ricordato la genesi della legge che porta il suo nome, ma ha posto l’accento anche sulle difficoltà attuali nel farla applicare.

Chiedo insistentemente alle autorità preposte di intensificare i controlli nei locali aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro“, ha affermato Sirchia. “Ritengo che questo semplice provvedimento possa dar vita a un utile miglioramento del contrasto al consumo di tabacco, che deve essere considerato un inaccettabile attentato alla salute pubblica. Il primo passo per smettere di fumare è essere consapevoli dei danni che le sigarette provocano alla salute”.

Attualmente sono 11,7 milioni i fumatori in Italia e rappresentano il 22,3% della popolazione (22,0% nel 2016).

Diminuiscono gli uomini tabagisti: 6 milioni rispetto ai 6,9 milioni del 2016 e ma aumentano le donne che da 4,6 milioni del 2016 salgono a 5,7 milioni. Si tratta della differenza minima mai riscontrata tra percentuale di fumatori (23,9%) e percentuale di fumatrici (20,8%). Gli ex fumatori sono invece il 12,6% e i non fumatori il 65,1%. Si fuma di più tra i 25 e i 44 anni (il 28%) invece nella fascia d’età più giovane, tra i 15 e i 24 anni, fuma il 16,2%. Si fumano in media 13,6 sigarette al giorno con un picco di 14,1 sigarette sul target 45-64 anni.

La maglia nera rispetto all’area geografica spetta al Centro dove i fumatori di sesso maschile sono il 26%, al Sud e nelle Isole sono il 25,2% e al Nord il 22,0% ma sono proprio le regioni settentrionali ad avere la maggiore percentuale di fumatrici (24,6%) rispetto a quella dei fumatori (22%).

Per fortuna c’è anche chi vuole smettere, davvero, di fumare: dai dati elaborati dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano il 61% dei fumatori coinvolti. Quasi due su tre. Il 64% di questi è stato indirizzato dai farmacisti ai Centri Antifumo di competenza, per guarire una volta per tutte dalla dipendenza da tabacco.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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