Tatuaggi causano ustioni durante la risonanza magnetica?

I tatuaggi potrebbero causare ustioni durante l’esame della risonanza magnetica.

Il rischio pare sia veramente molto basso ma in alcuni casi, se il tatuaggio contiene metalli, la pelle potrebbe essere sottoposta ad una bruciatura nel caso di un esame sottoposto a scanner.

Lo studio ufficiale sulle interazioni Tattoo e Rm, come rivela lo Sportello dei Diritti:

Vi è un rischio, seppur dichiarato “molto basso“, per i tatuati che si sottopongono ad una scansione di risonanza magnetica. Sarebbe stata dimostrata la possibilità che il
macchinario utilizzato per la RMI potrebbe scaldare e persino bruciare la pelle se il tatuaggio è stato fatto con inchiostri che conducono elettricità, secondo uno studio sistematico che sarebbe il primo condotto nel suo genere.

In pratica se la pelle è stata trattata con inchiostro ferroso il tatuaggio verrebbe
attirato verso il magnete, questo secondo quanto si apprende dal Max Planck Institute delle scienze cognitive e cerebrali umane di Lipsia in un documento
pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Tale pubblicazione risulta, a tutti gli effetti, essere il primo vero documento di studio ufficiale sulla valutazione rischio tatuaggio e risonanza magnetica, è pur vero che lo studio è stato portato avanti non per motivazioni drastiche, ovvero episodi di bruciature.

Si parla di innumerevoli persone con i tatuaggi  che sono state sottoposte a scansioni MRI e sono sopravvissute senza notare alcun problema.

C’è anche un ma, difatti sono stati segnalati alcuni casi di gravi ustioni. Al Wellcome Center for Human Neuroimaging di Londra, i volontari per gli studi medici avevano sempre più tatuaggi.

Il professor Nikolaus Weiskopf,  si preoccupava di quanto fossero sicuri nel macchinario della risonanza magnetica. Si erano raccontate storie, ma nessun dato
su come interagiscono gli scanner magnetici e la pelle tatuata.

La dottoressa Martina Callaghan, un fisico che ha raccolto lo studio quando Weiskopf se n’è andato, rassicura dopo otto anni di lavoro che i rischi sono “molto piccoli”. Ma esistono e meritano di essere scoperti.

E’ l’effetto collaterale dell’attrazione ad essere considerato principalmente inquietante. Le ustioni sono un’altra questione. Alcuni pigmenti utilizzati nella realizzazione dei
tatuaggi sono conduttivi.

Normalmente, il campo ad alta frequenza della risonanza magnetica si estende ampiamente sulla pelle, ma un conduttivo assorbirà gran parte dell’energia.

Può dunque succedere che il tatuaggio si riscaldi. Nel peggiore dei casi, questo
può portare a ustioni “, spiega il dottor Weiskopf.

La maggior parte delle 330 persone testate per l’interazione “tatuaggi – MRI” non ha
avuto effetti collaterali, e il peggiore notato è stato un “formicolio spiacevole“, ma i medici hanno creato dei limiti.

Nessun tatuaggio singolo potrebbe superare i 20 centimetri nell’area; e non più del 5% del corpo potrebbe essere coperto da tatuaggi. Se una persona ha molti tatuaggi, un’area coperta come una “manica” o un’ampia parte del busto, potrebbe essere
ben diverso.

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