Tim, sospeso l’aumento dei costi bocciato dall’Agcom

Dopo la sospensione del servizio Prime, voluta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), l’azienda Tim ha deciso di sospendere anche la rimodulazione tariffaria dell’offerta Voce che sarebbe dovuta partire il primo aprile 2016, ma che, anche in questo caso, è stata vietata dall’Agcom, poiché avrebbe comportato un aumento dei costi tali da triplicare le bollette dei clienti con un contratto telefonico di base che non hanno aderito nel corso degli ultimi mesi alle offerte “tutto incluso” che prevede chiamate e navigazione su internet illimitate.

“TIM, con l’obiettivo di garantire alla propria clientela la massima consapevolezza e trasparenza sulle condizioni economiche dei servizi offerti e al fine di assicurare e favorire un confronto aperto, sereno e costruttivo con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), ha deciso di sospendere l’applicazione della rimodulazione tariffaria di TIM Voce per i clienti residenziali di telefonia fissa che sarebbe dovuta decorrere dal 1° aprile”, si legge nel comunicato stampa ufficiale della TIM.

“L’azienda desidera ricordare che le nuove condizioni dell’offerta TIM Voce avrebbero riguardato soltanto i clienti residenziali con la linea telefonica di base (che prevede un abbonamento e una tariffazione a consumo per le chiamate), e non i clienti che già utilizzano specifiche offerte “flat” (che prevedono traffico voce e dati illimitati)”, prosegue il comunicato.

Con tale decisione TIM intende dimostrare la massima disponibilità per arrivare in tempi rapidi ad un chiarimento in merito ai rilievi dell’Autorità che afferiscono il servizio di telefonia fissa di base, al fine di poter realizzare soluzioni di offerte sempre più rispondenti alle esigenze dei clienti”, conclude.

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