Tripofobia, ma di che cosa si tratta?

Ognuno di noi, inutile nascondersi dietro un dito, ha delle paure che lo attanagliano: c’è chi ha paura costantemente di fallire, chi ha paura di relazionarsi con gli altri, chi soffre di vere e proprie fobie che possono riguardare le cose più svariate.

Le fobie sono, come ben sappiamo, delle paure tanto immotivate quanto incontrollabili: dinanzi all’oggetto che temiamo, ci paralizziamo e siamo incapaci di reagire in modo razionali.

Ci sono fobie diffusissime, come quelle di alcune specie di animali, del buio, dell’altezza o degli spazi stretti.

Ma ci sono anche delle fobie più “strane” e rare. Ad esempio, voi sapete cosa teme chi soffre di tripofobia?

La tripofobia è la paura dei buchi: chi soffre di questo disturbo è terrorizzato dalla visione di pattern ripetitivi, costituiti da piccoli fori ravvicinati e profondi, come quelli di un favo delle api o una spugna da bagno.

Sebbene non siano stati condotti molti studi al riguardo, vista la sua rarità e considerato anche che non è ufficialmente riconosciuta come disturbo mentale, molti ricercatori sostengono che essa sia dovuta alla repulsione biologica che associa le forme tripofobiche a pericolo o malattia.

Inoltre pare che la vista di un insieme di buchi possa richiamare alla mente l’immagine di alcuni animali potenzialmente molto pericolosi, in base proprio ad alcune caratteristiche fisiche possedute da tali animali: tra questi lo scorpione giallo, il cobra reale ed altri serpenti e ragni velenosi.

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