Tubercolosi, sempre più giovani colpiti anche in Europa
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La tubercolosi è una malattia infettiva, causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, conosciuto anche come Bacillo di Koch, dal nome dello scienziato che lo scoprì nel 1882. La forma più diffusa è senza dubbio la tubercolosi polmonare, ma può interessare anche altri organi.

Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della Tb si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese.

I sintomi della Tb sono tosse, perdita di peso, dolore toracico, febbre e sudorazioni. Nel tempo, la tosse può essere accompagnata da presenza di sangue nell’espettorato. Il test più utilizzato per evidenziare l’infezione tubercolare è quello di Mantoux, che si esegue inoculando nella cute del braccio una sostanza, la tubercolina. Una risposta positiva comporta la necessità di eseguire una radiografia toracica per verificare la presenza della malattia a livello polmonare.

Circa il 90% delle persone che entrano in contatto coi bacilli della tubercolosi guariscono per sempre senza sequele, e senza bisogno di ricorrere ad alcun tipo di terapia. Per questo motivo i medici distinguono la tubercolosi cosiddetta latente (o infezione tubercolare) dalla tubercolosi attiva (o malattia tubercolare).

Tubercolosi, sempre più giovani colpiti anche in Europa

Tubercolosi sempre piu giovani colpiti anche in Europa

Nonostante sia una malattia prevenibile e curabile, la Tb costituisce oggi una delle emergenze sanitarie più drammatiche, tanto da essere stata dichiarata emergenza globale nel 1993 dall’Oms per l’enorme carico sanitario, economico e sociale che la accompagna. E attualmente la situazione non è certo migliorata.

Sono infatti quasi due milioni i casi di tubercolosi registrati nei giovani tra i 10 e i 24 anni a livello mondiale: è quanto emerge da uno studio dell’Università di Melbourne, in Australia, in cui si precisa che il numero potrebbe essere addirittura sottostimato. I ricercatori hanno incrociato diversi dati, forniti sia dall’Oms sia dai singoli Paesi, analizzando per la prima volta in modo così approfondito la malattia nelle tre fasce d’età 10-14, 15 -19 e 20-24 anni.

Pensiamo che il rischio di tubercolosi aumenti nell’adolescenza per un mix di fattori biologici e sociali. Al contrario dei bimbi di 0-4 anni, i giovani spesso sviluppano forme infettive della malattia e frequentemente hanno un piu’ ampio range di contatti sociali al di fuori del proprio contesto familiare“, ha spiegato Kathryn Snow, coordinatrice della ricerca. “Di conseguenza, oltre a soffrire di più di tubercolosi, adolescenti e giovani adulti contribuiscono al continuo contagio”

Per l’Europa – ha affermato ancora Snow – si stimano 5mila casi l’anno tra 10 e 14 anni, 14mila tra 15 e 19 anni, 27mila tra 20 e 24, 46mila casi complessivi“.

Si stima che il maggior numero di nuovi casi riguardi il Sud dell’Asia e l’Africa Sub-sahariana, rispettivamente con 721mila e 534mila giovani di 10-24 anni che si sono ammalati.

E le stime complessive potrebbero essere al ribasso: a livello globale si potrebbe arrivare più realisticamente a 3 milioni di nuovi casi l’anno, sottolinea Snow. Per questo, avverte, bisogna realizzare programmi di prevenzione ad hoc pensati per i più giovani per frenare i contagi nella fascia di età considerata in questa ricerca, un periodo della vita critico in cui la malattia può ostacolare il buon andamento degli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro.

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