USA, studente ucciso dalla caffeina: energy drink sotto accusa
USA, studente ucciso dalla caffeina: energy drink sotto accusa

Negli Stati Uniti muore uno studente per troppa caffeina: energy drink sotto accusa.

E’ stato un eccesso di caffeina a causare un’aritmia che si è rivelata fatale per un ragazzo di 16 anni.

Il nome del ragazzo è Davis Allen Cripe, ed è morto il 26 aprile scorso mentre era a scuola e assisteva a una lezione in un liceo della Carolina del Sud.

L’autopsia ha confermato la grande quantità di caffeina assunta. Si trattava di ben tre bevande assunte in un paio di ore.

Un Caffelatte, una bevanda gassata ad alta concentrazione di caffeina, e infine una bevanda energetica.

Il medico legale della Contea di Richland ha spiegato alla Cnn: “Aveva assunto talmente tanta caffeina che gli ha provocato un’aritmia. Questa non è un’overdose, abbiamo perso Davis per una sostanza del tutto legale”.

“Il nostro obiettivo è di far sapere alla gente, soprattutto ai nostri ragazzi che vanno a scuola, che queste bevande possono essere pericolose, e di stare molto attenti a quante ne assumono nell’arco della giornata”.

Il ragazzo sembra non avesse nessun particolare problema cardiaco.

Ma di là del caffelatte o di altre bevande, il problema vero sembrano essere questi energy drink che ormai vanno di moda.

E se vanno di moda negli Usa, si può star certi che dopo un po’ la moda arriva pure in Europa, e quindi in Italia.

In realtà il Ministero della Salute aveva già messo in guardia sui potenziali effetti negativi, sia a livello di presenza di zuccheri, che di caffeina.

L’Istituto Superiore di Sanità parla di “pericolosità legata ai potenziali effetti negativi della caffeina sull’organismo collegata a una sindrome clinica riconosciuta dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”.

Oltre a questo, la presenza notevole di zuccheri, espone i ragazzi al danneggiamento prematuro dei denti, con fenomeni come la ben nota carie.

I rischi per la salute, dunque, sconsigliano l’uso di questi energy drink, soprattutto se assunti in quantità importanti.

Recenti studi a livello internazionale hanno anche messo in relazione il consumo di queste bevande con un più alto rischio di contrarre il diabete di tipo 2.

Ma il problema è tutta la costruzione commerciale, pubblicitaria e mediatica che c’è dietro questi drink.

Una maniera favolosa e facile per assumere chissà quale quantitativo di energia in pochissimo tempo. Si diventa superuomini o superdonne più facilmente, in questa maniera.

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