Vaccini, donna risarcita per patologia legata a un vaccino

Se la situazione non fosse già abbastanza caotica in Italia, con migliaia di famiglie scese in piazza a rivendicare la libertà di vaccinare o meno i propri bambini da un lato, e il ministero dall’altro, che ha imposto l’obbligo di 12 vaccini per poter essere ammessi a scuola, ecco che arriva una notizia che non fa che lanciare benzina sul fuoco.

Una nuova sentenza che riconosce il nesso tra vaccini, in questo caso quello quadrivalente, e una grave patologia, un’encefalopatia che causa crisi epilettiche, è infatti diventata definitiva in queste ore, dopo la conferma dello scorso novembre della Corte d’Appello civile di Milano della decisione con cui il Tribunale di Vigevano aveva condannato il Ministero della Salute a versare l’indennizzo a una donna, ora 41enne, che a 6 mesi era stata vaccinata

Nello specifico, il medico della Asl che nel 1975 aveva somministrato alla bambina di sei mesi il vaccino tetravalente non aveva informato i genitori che esso, come effetto collaterale già conosciuto in medicina, avrebbe potuto causare l’encefalopatia con strascichi pesanti sulla qualità della vita.

In quel momento, si legge nella sentenza che riporta le considerazione del perito nominato dal Tribunale, la bambina «presentava uno sviluppo assolutamente normale e non aveva sofferto alcun disturbo». Quando qualche giorno dopo le fu somministrata la seconda dose del vaccino cominciarono a manifestarsi i primi problemi: convulsione e anomalie nell’elettroencefalogramma.

Gli accertamenti conclusero che la bambina era affetta da una forma di epilessia che nel 60% dei casi, ha sottolineato il perito, deriva proprio da encefalopatia che, come riportato già allora nella letteratura medica, può essere tra le «reazioni avverse» di quel vaccino.

Dopo una lunga battaglia giudiziaria, la bambina di allora, che oggi ha 41 anni, ha quindi ottenuto un indennizzo dal ministero della Salute che aveva contestato il collegamento tra la vaccinazione e la patologia riscontrata nella bambina.

L’avvocato della famiglia ha quindi fatto sapere che il Ministero della Salute è stato condannato a versare l’indennizzo previsto dalla legge: dal marzo 2009 fino ad oggi 863 euro mensili e dal luglio 1976 al febbraio del 2009 il 30% di tale importo.

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