Vegani, cosa si prova a far a meno i carni e derivati
Vegani cosa si prova a far a meno i carni e derivati

Le diete vegane sono dei modelli dietetici basati su alimenti provenienti esclusivamente dal regno vegetale. Le diete vegane escludono dall’alimentazione la carne di qualsiasi animale e tutti i prodotti di origine animale e quindi rientrano, come casi particolari, nelle diete vegetariane.

La dieta vegana è definita uno “stile di vita”: essa incide profondamente anche su altre abitudini quotidiane, come l’abbigliamento o i consumi in genere, e si avvale di una serie di comportamenti o abitudini utili ad evitare qualsiasi forma di crudeltà verso gli uomini, l’ambiente e gli animali. Tuttavia, recentemente, i fondatori dello stile alimentare vegan hanno creato un’ulteriore differenziazione della dieta vegana, la VEGITAN, che sposa completamente tutte le scelte alimentari dei vegani ma non ne condivide i principi politici, filosofici od etici.

Se avete sempre avuto la curiosità di sapere cosa si provi a fare a meno di carni e derivati, ha raccontato la sua esperienza al riguardo nella puntata del 12 gennaio 2018 di Patti Chiari, trasmissione della rete ticinese RSI, la giornalista Chiara Camponovo con un resoconto della sua esperienza.

Per avere una misura oggettiva degli effetti del veganesimo sulla salute, la giornalista si è sottoposta ad analisi del sangue prima e dopo la dieta. Com’era prevedibile, eliminando formaggi e carne sono scesi i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL), ma anche di quello “buono” (HDL).

Si abbassano anche i valori di vitamina B12 arrivando sotto i livelli raccomandati dopo solo tre mesi, nonostante le scorte dell’organismo possano durare anche fino a un anno. La B12 è una vitamina presente solo negli alimenti di origine animale, che i vegani devono necessariamente integrare nella loro dieta, per evitare gravi anemie e disturbi neurologici.

vegani cosa significa non mangiare carne

Sulla dieta vegana si sono confrontati il presidente della Società di nutrizione svizzera e una nutrizionista vegana presso l’Ospedale Sacco di Milano con conclusioni non proprio concordi.

Roger Darioli e Silvia Goggi si sono trovati d’accordo solo sul fatto che sicuramente i cibi industriali vegani sarebbero da limitare, preferendo un’alimentazione basata su vegetali integrali come legumi, soia e frutta secca, affiancando un’integrazione di vitamina B12.

Lascia perplessi il punto di vista di Renato Pichler intervistato nel servizio nel ruolo di capo dell’ente certificatore svizzero di alimenti vegani. Per Pichler non è così importante trovare in commercio prodotti industriali vegani squilibrati a livello nutrizionale, l’aspetto saliente è che siano sempre di più, per mettere in difficoltà l’industria della carne.

Secondo la nutrizionista Goggi una persona con una dieta già equilibrata non ha bisogno di stravolgere la propria alimentazione passando a un regime vegano che, eliminando la carne e altri prodotti animali, ha comunque il vantaggio di prevenire patologie croniche e ridurre la mortalità. Più scettico il collega svizzero secondo cui non ci siano studi scientifici rigorosi a dimostrazione della capacità della dieta vegana di ridurre la mortalità e  per questo motivo sconsiglia di adottare il regime per i bambini.

Il punto alla fine è però che non è affatto così scontato che i prodotti vegani siano migliori e salutari. Anzi, possono contenere anche una maggiore quantità di grassi o zuccheri. O, ancora peggio non disporre di tutte quelle proteine di cui si vantano. Ciliegina sulla torta, alcuni additivi possono essere di origine animale.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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