Vittorio Sgarbi, peccato per quella lite per l’Expo

Siamo alquanto certi che la condanna non gli servirà affatto da monito per il futuro, con un caratterino come il suo abituato a voler avere sempre ragione su tutto e tutti, ma di certo dovrà piegarsi al volere del tribunale chiamato a decidere su una lite che lo ha visto coinvolto durante l’Expo di Milano.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi è stato condannato a 5 mesi per resistenza a pubblico ufficiale nell’ambito del processo, che si è svolto con rito abbreviato, con al centro un diverbio avuto dall’ex parlamentare con alcuni carabinieri davanti ad uno degli ingressi dell’Expo il 22 maggio dell’anno scorso.

In quell’occasione, Sgarbi aveva cercato di entrare a bordo della sua auto e senza permesso dal varco “Cargo 6”. I vigilantes all’ingresso, però, lo avevano bloccato e ne era nata una lite. “Sei un fascista, non fate un c…. e state interrompendo un pubblico servizio, ci vedremo in Tribunale”. E ancora: “Voi carabinieri state qui a non fare un c…. (…) io sono qui per lavorare e voi non fate un c….“: queste le parole uscite dalla bocca del critico indirizzati a quattro carabinieri che avevano notato la scena ed erano intervenuti.

Per queste affermazioni Sgarbi era finito a processo con le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Quest’ultima accusa è caduta dopo che a luglio il critico d’arte ha risarcito con 11mila euro l’Arma dei carabinieri e i 4 militari insultati.

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