2020: Ecco le vere apocalissi alle quali siamo sopravvissuti
2020 Ecco le vere apocalissi alle quali siamo sopravvissuti

Siamo arrivati al 2020 e ancora nessuna delle apocalissi “predette” ci ha “fatto fuori“, non molti sanno però che durante la storia dell’umanità siamo stati sopraffatti diverse volte dalla natura e dalle nostre stesse azioni.

Nei secoli e nei millenni siamo arrivati molto vicini all’estinzione totale della nostra specie dalla faccia della terra, ma in un modo o nell’altro siamo riusciti a sopravvivere.

Ecco alcune delle “apocalissi” alle quali siamo sopravvissuti, la tempesta del 1859, in quell’anno la Terra è stata colpita da una tempesta solare di dimensioni incredibilmente grandi, mentre le persone si trovavano nel bel mezzo dell’epoca vittoriana.

Qualcosa di strano in cielo: è apparsa una strana luce bianca alcuni astronomi hanno registrato l’evento come qualcosa di stranissimo che non avevano mai visto prima, al tempo questo evento non ha causato gravi danni alla popolazione umana anzi non ha cambiato nemmeno di poco il corso della storia.

Ma lo stesso tipo di tempesta solare non avrebbe avuto lo stesso effetto al giorno d’oggi, difatti se una tempesta solare di questa portata dovesse colpire la terra ai giorni nostri cambierebbe completamente le nostre vite la tempesta distruggerebbe gran parte del sistema elettrico e molti di dispositivi come computer, lampadine, smartphone e altri elettrodomestici.

Non si avrebbe più accesso a luci artificiali, niente più allarmi casalinghi, automobili.

Molti non sanno però che effettivamente nel 2012 si è verificata una incredibile eruzione solare che ha mancato il nostro pianeta di pochissimo.

Secondo la Nasa infatti, se solo si fosse verificata sei minuti prima saremmo ancora qui a raccogliere i pezzi della completa distruzione, provocando sul nostro pianeta una seconda era glaciale.

Quella definita “la morte nera” fu, forse, il più grande disastro biologico conosciuto al mondo ma forse moltissimi non sanno che più di una volta questa piaga ci ha portati sull’orlo dell’estinzione; noto come il batterio yersinia pestis ovvero la cosiddetta peste bubbonica.

Vere apocalissi alle quali siamo sopravvissuti.

La peste bubbonica è apparsa per la prima volta nel 541 d.C. al tempo era conosciuta come la piaga di giustiniano, la peste bubbonica ha spazzato via gran parte della popolazione dell’impero bizantino uccidendo oltre 5.000 persone al giorno per oltre un anno intero di fila facendosi strada verso l’europa continentale in totale il numero delle vittime ha raggiunto e superato i 50 milioni, distruggendo oltre il 25 per cento della popolazione mondiale.

Nel 1346 però la peste bubbonica è ritornata dopo quasi un millennio passato da “dormiente” con il nome appunto de “la morte nera“, questa volta la malattia faceva apparire delle bolle gonfie sulla pelle delle vittime tra i sintomi c’erano febbre, vomito, perdita di sangue e infine inevitabilmente la morte.

In questo caso la morte nera era tornata più forte di prima in un mondo molto più interconnesso raggiungendo quasi tutti i continenti e spazzando via circa 200 milioni di vite umane dalla faccia della terra.

La terza esplosione della piaga avvenne questa volta in Cina nel 1855 ed in questo caso spazzò via oltre 10 milioni di vite umane ma a questo punto l’umanità non era più così impreparata ad affrontare questa piaga e l’umanità, nonostante tutte le difficoltà, riuscì a sopravvivere.

Altra grande apocalisse scampata è stata l’esplosione tunguska quando non è il sole con le sue tempeste a porre una minaccia, può arrivare dallo spazio che ha mille altri modi per portarci all’orlo dell’estinzione.

Nel 1908 la terra ha subito un colpo devastante, un meteorite (molto probabilmente) è entrato nella nostra atmosfera ed ha colpito la terra ad una velocità incredibilmente elevata distruggendo una grandissima parte della siberia fortunatamente il meteorite ha colpito nel bel mezzo del nulla.

L’impatto ha generato una forza di mille volte superiore a quella della bomba atomica ha raso al suolo e distrutto milioni di alberi fino a centinaia di chilometri di distanza hanno visto l’esplosione alzarsi nel cielo.

Un’altra misteriosa apocalisse, che ha portato quasi al collasso totale della popolazione mondiale, è ancora studiata tutt’oggi, non sappiamo esattamente come la popolazione mondiale è quasi scomparsa.

Questo evento, avvolto dal mistero, è avvenuto nel neolitico quando la popolazione umana si è stranamente è misteriosamente ridotta senza alcuna spiegazione il numero degli umani è sceso drammaticamente fino a toccare soltanto i 16 mila esemplari rendendo la specie umana una creatura in via d’estinzione.

Esistono però diverse teorie che cercano di spiegare come questo evento apocalittico sia avvenuto, la prima teoria in assoluto dice che probabilmente l’umanità è stata colpita da un evento catastrofico come un terremoto o un’eruzione vulcanica, la seconda teoria invece afferma che ci siamo semplicemente uccisi l’un l’altro per la sovrapopolazione poiché era venuto a mancare il cibo necessario per sfamare tutti.

Altra apocalisse sul nostro pianeta è avvenuta 250 milioni di anni fa, ci fu un’estinzione di massa che ha quasi messo fine alla vita sulla terra ovvero la formazione del continente pangea.

Tale formazione ha bloccato il normale scorrimento dell’acqua e di conseguenza creato eventi atmosferici anomali; alcuni luoghi sono stati riempiti d’acqua stagnante e quest’acqua è presto diventata mortale.

Vennero eliminati circa il 96 per cento di tutte le creature marine ma l’ondata di morte non si è fermata qui, il non avere una fonte d’acqua affidabile aveva decimato la popolazione di molte specie terrestri portando il 70 per cento di esse all’estinzione, questo evento è stato così devastante per la vita sulla terra che la Nasa fa riferimento a questa strage come la più grande in assoluto.

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