Addio al Premio Nobel Dario Fo

Purtroppo il mondo della letteratura ma anche dell’arte e della cultura in generale piangono l’addio di uno dei protagonisti più amati dell’ultimo secolo: Dario Fo si è spento all’ospedale Sacco di Milano, dove era ricoverato da un paio di settimane.

Un’esistenza lunga e fortunata: «esageratamente fortunata», ripeteva lui che a differenza di quelli mai contenti sapeva dire grazie alla sorte.

Regista, attore, drammaturgo, scrittore e attivista, con la moglie Franca Rame, per oltre 50 anni, ha avuto il grandissimo merito di aver rivoluzionato  il mondo artistico italiano.

Figlio di un capostazione, Dario Fo frequentò l’Accademia delle Belle Arti di Milano per poi iniziare a lavorare per la RAI come attore e autore di testi satirici. Nel 1968 insieme a Franca Rame, Massimo de Vita, Vittorio Franceschi e Nanni Ricordi fondò il gruppo teatrale Nuova Scena, con l’obiettivo di ritornare alle origini popolari del teatro ed alla sua valenza sociale.

Dai testi radiofonici del Poer nano all’esordio con Parenti e Durano al Piccolo Teatro con Il dito nell’occhio, all’unica esperienza cinematografica, con Carlo Lizzani che gli cuce su misura il film Lo svitato, non manca nessuna esperienza nel lunghissimo curriculum di Fo.

Nel 1997 è stato insignito del premio Nobel per la letturatura nel 1997 con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”. Allora Fo commentò: “Con me hanno voluto premiare la Gente di Teatro”.

Nel 2013 si era spenta la moglie e compagna di una vita Franca Rame: da allora, dopo mezzo secolo assieme, lui non era stato più lo stesso e dopo nove mesi di gravi problemi polmonari l’ha raggiunta.

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