Addio al visionario Ceo della Nintendo

“Sul biglietto da visita c’è scritto presidente ma nella mia testa sono uno sviluppatore. Ma nel cuore, rimarrò sempre e comunque un giocatore” : questa la filosofia di vita di Satoru Iwata, presidente della Nintendo, Ceo quanto mai lontano dalle normali definizioni di uomo di potere, ma uomo visionario che ha rivoluzionato il mondo dei videogiochi.

Satoru Iwata ha iniziato la sua carriera presso HAL Laboratory dando il suo contributo come programmatore per serie come Kirby ed EarthBound. Dal 1983 al 1999 si è occupato principalmente di sviluppo partecipando anche alla realizzazione di Pokémon Oro e Argento e di Pokémon Stadium per Nintendo 64. Ma è nel 2002, dopo che lo storico presidente Hiroshi Yamauchi si ritirò dal ruolo, che Iwata divenne il numero uno di Nintendo partecipando attivamente alle decisioni dell’era GameCube, Wii e Wii U.

In un mondo in cui ci si combatteva a suon di proclami e specifiche tecniche, Nintendo esordì con una console portatile destinata a entrare nella storia, il Nintendo DS, che come quasi tutte le novità proposte dalla casa di Mario, venne accolta con un certo scetticismo, ma che divenne in poco tempo un successo planetario.

“Non ha creato solo tecnologia, ha dato vita a un’intera cultura”, ha commentato su Bloomberg l’esperto di questo settore Nobuyuki Hayashi.

Iwata si è spento lo scorso sabato, a soli 55 anni, per u cancro che non è riuscito a debellare.

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