Adidas sceglie come testimonial una donna non depilata: piovono insulti
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Inutile girarci intorno: siamo abituati, in televisione e sui giornali, a bellezze mozzafiato, dalle curve perfette e dai corpi statuari, scelte appositamente per pubblicizzare qualsiasi tipologia di oggetto, dalla biancheria ai monili, dalle auto alle calzature.

In un periodo storico in cui si cerca di lottare costantemente contro il body shaming ed il bullismo, eravamo certi che la scelta di Adidas di preferire una modella “controcorrente”, per pubblicizzare le sue calzature, avrebbe avuto grande successo e sarebbe stato un esempio positivo, da seguire, ed invece sono piovute insulti e critiche pesantissime.

Arvuda Bystrom è una fotografa svedese, scelta da Adidas come nuovo testimonial, e negli anni ha fatto del “no alla depilazione” uno dei suoi maggiori cavalli di battaglia.

Scelta proprio per questo dalla multinazionale per la campagna #Superstar dedicata “alle icone di domani”, la 25enne appare in foto, ovviamente con le scarpe in primo piano, ma anche con i peli sulle gambe che hanno scatenato gli haters sui social.

Arvida Bystrom non è l’unica a cimentarsi con lo spot delle celebri sneaker: al suo fianco c’erano, infatti, altri artisti ed attivisti che il colosso tedesco ha definito “le icone di domani”, ma sicuramente è quella che più di tutti ha fatto scalpore.

Sulla sua scelta, lei spiega: “Penso che il femminismo sia un concetto culturale. Chiunque può essere femminile, fare cose da donna e forse la società ha paura di questo”.

Da qui le minacce e i messaggi d’odio: “Sui social ho ricevuto molti commenti pieno d’odio e minacce di stupro via mail. Non riesco nemmeno a immaginare cosa voglia dire cercare di resistere in questo mondo senza avere tutti i privilegi che ho io”,  il suo messaggio postato su Instagram.

Naturalmente, a guadagnarci di più, è stata Adidas che sicuramente ha raggiunto un obiettivo tra quelli che si era prefissa: far parlare della sua nuova pubblicità.

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