Adolescenti italiani tra rete e famiglia disgregata

Vincenzo Spadafora, Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, ha presentato la sua Relazione annuale al Parlamento, in cui traccia un bilancio sulle condizioni dei bambini e adolescenti nel nostro Paese: un quadro che delinea una situazione complessa, in cui se da un lato devono fare i conti con nuovi modelli famigliari, dall’altro hanno sempre meno barriere all’accesso alla rete.

Secondo il rapporto soltanto il 5,3% dei nuclei famigliari comprende ancora un nonno, mentre prevale la famiglia con il padre, la madre e altri fratelli (62,4%); seguono quanti vivono solo con il padre e la madre (17,9%) e le famiglie monogenitore solo con la madre (6,5%) mentre residuali sono tutte le altre.

Famiglie sempre più ristrette quindi, e ad esempio domina  il figlio unico e quasi raddoppiano le famiglie monogenitoriali che passano da 535 mila nel 1999-2000 a 954mila nel 2013-2014.

Le regioni col maggior numero di figli unici sono la Toscana (32,7%), il Friuli-Venezia Giulia e il Lazio (30,9%) e l’Emilia-Romagna (30,7%) mentre la Campania, la Sicilia e il Veneto presentano le quote più elevate di bambini e ragazzi con 2 o più fratelli (28,9%, 25,9% e 25,5%).

Ma dalla relazione si evidenzia come il 68,3% dei ragazzi italiani tra i 6 e i 17 anni ha usato internet nel 2014: nella relazione viene ricordato che “l’uso di internet interessa il 44,4% dei bambini tra 6 e 10 anni, la quota sale al 78% tra i giovanissimi di 11-13 anni e riguarda il 90,4% dei ragazzi 14-17enni – . Sono, infine, ben 2 milioni 106 mila i giovani esclusi, il 30% dei bambini e dei ragazzi di 6-17 anni, tale quota scende a 201mila giovani nella classe di età 11-17 anni”.

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