Amy Adams al Giffoni Film Festival dice la sua

Le sue parole hanno spronato i giovani ma sono state anche molto veraci, ha parlato infatti dei problemi di Hollywood, e non solo, legate proprio al sessismo che in realtà pare essere presente in tantissimi ambienti lavorativi, ma così come per le scene di un film “basta dire no”, rivela Amy Adams parlando di un suo collega, in realtà non sarebbe finita così la discussione.

Nella cittadina campana questa è una settimana importantissima e ricca di impegni, certamente la più attesa di tutto l’anno: è infatti in corso il Giffoni Film Festival che ogni anno accoglie migliaia di giovani e giovanissimi, con decine di ospiti provenienti da tutto il mondo.

Attori, pop star, cantanti, registi: chiunque abbia qualcosa da dire e da raccontare è ben accetto nel Festiva del cinema dedicato ai ragazzi, e nelle scorse ore è stata la volta di Amy Adams, che non si è certo risparmiata, spronando i presenti a seguire i propri sogni per raggiungere la felicità.

La brava attrice è arrivata in compagnia del marito  Darren Le Gallo e della figlia Aviana, 7 anni, biondissima, che ha preceduto la mamma e ha fatto tutto il possibile per distrarla e farla ridere.

L’attrice di Arrival, solo per citare il suo film più recente, ha parlato degli inizi della carriera e dei suoi obiettivo futuri.

A partire dal racconto di cosa la lega al nostro paese: «Tutto, ecco perché ho chiamato mia figlia Aviana, come il paese dove ho vissuto da piccola (Aviano, in provincia di Pordenone). Ogni volta che ci ritorno mi colpisce lo straordinario senso d’accoglienza e generosità della gente che ti apre le porte di casa e condivide il suo cibo».

Quarta di sette figli, ha raccontato di essersi avvicinata nell’adolescenza prima alla danza e poi alla recitazione: ”Si può dire che faccio l’attrice grazie a un esame di chimica che non ho passato al liceo – racconta sorridendo -. Ho capito allora che non sarei mai diventata medico, come inizialmente pensavo, e ho iniziato a concentrarmi sulle arti performative”. A convincerla ad accettare un ruolo è ”la reazione che provo quando leggo la sceneggiatura – dice – se sento nella mia testa la voce del personaggio, se capisco di essere in grado di esprimerla dico sì. E ora che sono più adulta, cerco personaggi che possano in qualche modo essere d’aiuto anche per gli altri, attraverso le esperienze che vivono”.

Poi Amy ha preso spunto dal suo ruolo nel film Arrival per lanciare un messaggio ai ragazzi del Giffoni Film Festival. Nella pellicola di fantascienza del 2016 diretta da Denis Villeneuve, le nazioni del mondo si trovano a dover cooperare per comprendere i messaggi alieni: «Una delle cose che mi ha attratto in Arrival era il messaggio di unità fra popoli, di andare oltre le guerre — ha detto la diva hollywoodiana ai ragazzi —. Al momento, però, non è questa la strada che ha preso il mondo. Spero che la vostra generazione sarà in grado di agire in modo diverso, prendendo la strada giusta».

Ha infine invitato i ragazzi a perseguire la felicità più che il successo: «L’obiettivo è essere felici. All’inizio della mia carriera ho avuto tanti momenti di scoraggiamento, specialmente quando ricevevo rifiuti. Poi ho capito che è un bene mettersi in discussione».

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