Bud Spencer: Lei è italiano? No, napoletano

Redazione

Era una risposta secca che spesso rivolgeva al suo interlocutore durante le interviste o anche in alcune pellicole: “Italiano? No, napoletano“, Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, si è spento serenamente in un ospedale della Capitale.

E’ morto uno degli attori più amato dal pubblico italiano e non solo, conosciuto come Bud Spencer, l’attore ed ex campione di nuoto è morto a 86 anni in un ospedale della capitale, a darne la notizia il figlio Giuseppe che ha fato sapere che il padre si è spento serenamente.

Nato a Napoli nel 1929 è stato il protagonista con il suo amico e collega Terence Hill di numerosi film di successo, del genere “Spaghetti western”. Famoso non solo grazie al cinema e alla sua lunga carriera cinematografica e televisiva, fu campione di nuoto a stile libero e staffetta.

Tra le prime apparizioni lo troviamo ancora molto giovane nel film “Un eroe dei nostri tempi” nel ruolo di un fidanzato geloso accanto al grande Alberto Sordi, il successo assoluto sul grande schermo arriva con la pellicola “Lo chiamavano Trinità…” che negli anni è divenuto un vero e proprio film cult insieme al sequel “Continuavano a chiamarlo Trinità” che ottenne un grandissimo successo non soltanto in Italia ma anche nel resto d’Europa e in particolare in Germania.

Una lunga carriera come attore con oltre cinquanta film, tantissimi successi anche quelli per i quali non aveva fatto coppia con il suo collega e amico da sempre Terence Hill, come ad esempio in: Lo chiamavano Bulldozer, Bomber o Banana Joe, diverse anche le serie televisive, il suo ultimo lavoro sul piccolo schermo nella serie televisiva “I delitto del cuoco” nel 2010. Aveva dichiarato:

Non temo la morte. Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell’attesa e nel timore. C’è una mia canzone che racchiude bene la mia filosofia: “Futtetenne”, ovvero fregatene”.

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