Per il caffè arriva l’etichetta relativa al rischio cancro
Caffe fa bene anche se assunto in grande quantita

Il Council for Education and Research on Toxics, un’organizzazione senza scopo di lucro, ha citato importanti società che distribuiscono caffè già nel 2010, l’organizzazione, infatti, ha sostenuto nella causa che tali aziende hanno violato le leggi statali che richiedono loro di pubblicare avvertenze sull’esposizione all’acrilammide dal caffè, la National Coffee Association (NCA) ha risposto al caso, affermando che le etichette sarebbero state fonte di confusione per i consumatori: “Le etichette di avvertimento sul cancro del caffè sarebbero fuorvianti: le linee guida dietetiche del governo americano affermano che il caffè può far parte di uno stile di vita sano“, ha detto la NCA in un comunicato stampa. “L’ Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) ha affermato che il caffè non causa il cancro“.

Il caffè è una bevanda che per milioni di persone si trasforma in un vero e proprio “rito” quotidiano, è praticamente una vera e propria “abitudine” che, spesso, si ripete anche più volte al giorno, quanti benefici sono legati proprio al caffè, li abbiamo visti e studiati in passato pubblicando diversi articoli sull’argomento, ma sembra che proprio la bevanda, tra le più utilizzate al mondo, abbia, ovviamente, anche dei lati negativi, proviamo ad entrare nel merito dell’argomento:

Nello specifico abbiamo visto come un consumo medio di 3-4 tazzine al giorno favorirebbe secondo alcuni studi, rispetto ai consumatori meno assidui, una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 pari al 25%. Al caffè sono anche associate proprietà benefiche a favore del fegato, del quale favorisce un buono stato di salute e agisce in prevenzione di forme tumorali epatiche.

Al caffè vengono spesso associate anche proprietà di stimolazione dell’attività cardiaca e nervosa. Esistono inoltre alcune ricette specifiche per rendere caffè e tè energizzanti da utilizzare per migliorare la partenza al mattino.

Secondo gli studiosi dell’Università di Sao Paulo in Brasile, una cura di sole 3 tazzine al giorno ci consente di prevenire le malattie cardiovascolari. In particolare, a beneficiarne sarebbe soprattutto il nostro muscolo cardiaco e le arterie che risulterebbero così maggiormente pulite.  Il caffè infatti svolgerebbe all’interno delle nostre arterie una sorta di effetto spazzino ripulendole e riducendo il rischio di pericolosi eventi cardiovascolari.

Caffè, etichetta sulla tazzina per avvertire sul rischio cancro

Caffe etichetta sulla tazzina per avvertire sul rischio cancro

Ma è veramente così ricco di benefici questo oro nero consumato in tutto il mondo?

A quanto pare no, perché alcuni studiosi lo hanno associato a un maggiore rischio di cancro e un giudice californiano è corso immediatamente ai ripari.

Nello specifico, in California il caffè, come le sigarette, dovrà riportare l’etichetta che informa sul “rischio di cancro. Lo ha stabilito un giudice nell’ambito di una causa contro alcune società accusate di aver violato la legge dello Stato sull’obbligo di avvertire i consumatori della presenza di sostanze cancerogene nei prodotti alimentari. Nel caso del caffè la molecola “incriminata” è l’acrilammide, prodotta durante la torrefazione ad alte temperature.

Ad accusare le grandi società è stata un’azienda senza scopo di lucro americana, chiamata Council for Education and Research on Toxics che da tanto tempo sta dalla parte della salute dei consumatori.

Questi ultimi, secondo l’organizzazione no-profit, dovrebbero sempre essere avvertiti sulla pericolosità della nota bevanda marrone. Infatti, secondo alcuni test effettuati sui topi, la tostatura sviluppa tumori negli animali da laboratorio.

Non è stato spiegato in che quantità sia dannoso per la salute, poiché al momento bisogna effettuare ancora dei test che possano dimostrare al 100% la correlazione tra la sostanza e il tumore. Tuttavia, per il momento, l’organizzazione consiglia ai consumatori di essere sempre aggiornati su ciò che ingeriscono.

Una causa che va avanti da otto anni: alcune aziende americane pare abbiano già apposto la dicitura sul proprio bicchiere, mentre altre sono ancora in attesa di capire se realmente vi sia una connessione fra l’acrilamide e i tumori. Ovviamente i produttori di caffè vorrebbero evitare che si arrivasse all’utilizzo delle etichette, come fa sapere la National Coffee Association, l’associazione che raggruppa i produttori americani, che spiega che… «secondo le direttive guida dietetiche del governo americano il caffè fa parte di uno stile di vita salutare».

Nel frattempo, gli esperti del gruppo scientifico sui contaminanti nella catena alimentare (Contam) hanno ribadito le loro precedenti valutazioni in base alle quali “l’acrilammide presente negli alimenti può aumentare il rischio di sviluppare il cancro nei consumatori per tutte le fasce d’età”. Nel 2016 invece l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro (International Agency for Research on Cancer, Iarc) ha stabilito che “non ci sono prove sufficienti per stabilire che il caffè ha un effetto cancerogeno” dopo aver riesaminato oltre mille studi scientifici.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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