Calendario gregoriano, ecco la sua storia lunga oltre quattro secoli

Oggi sappiamo che, convenzionalmente, un anno è formato da 365 giorni suddivisi in 12 mesi. Sappiamo però anche che il moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole non dura esattamente 365 giorni, ed è per questo che ogni 4 anno febbraio ha un giorno in più.

Ma quando e come esattamente abbiamo cominciato ad utilizzare il calendario che oggi viene usato in quasi tutti gli stati del mondo?

Cominciamo subito col dire che il nostro calendario è definito “gregoriano” e prende il nome da Papa Gregorio XIII, che lo introdusse il 4 ottobre 1582 con la bolla papale “Inter gravissimas” promulgata a Villa Mondragone, a Roma.

Quell’anno successe una cosa eccezionale: la sera prima del 4 ottobre la gente andò a letto consapevole di vivere quel determinato giorno dell’anno, e quando si risvegliò, con l’entrata in vigore della bolla papale, ci si ritrovò catapultato al 15 ottobre: in pratica, con l’introduzione del calendario gregoriano, quell’anno durò una decina di giorni in meno.

Non un capriccio del Papà però: quella decisione fu presa per eliminare lo sfasamento tra il calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C. e utilizzato fino ad allora, e l’andamento dell’anno solare.

Come abbiamo detto all’inizio, quasi tutti gli stati del mondo lo utilizzano, ad eccezione di pochi stati, per motivi principalmente religiosi: Iran, Afghanistan, Etiopia e Nepal.
Altri Paesi, invece, come India, Bangladesh, Israele, Pakistan e Myanmar oltre al calendario gregoriano usano anche un calendario locale.

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