Cos’è il vino novello?

Ci sono esperti dal gusto sopraffino che riescono a distinguere l’annata di un vino solo sentendone magari l’odore e tanti che, al contrario, non riescono a distinguere un vino da discount da uno che costa migliaia di euro.

Le basi, però, le dovrebbero avere tutti, soprattutto perché ci troviamo in una terra, l’Italia, che produce eccellenze che ci invidiano nel mondo.

Voi, ad esempio, riuscite a distinguere un vino novello? E soprattutto sapete cos’è?

Un vino novello è un vino ottenuto tramite la tecnica della macerazione carbonica e venduto nello stesso anno della vendemmia da cui proviene.

La tecnica della macerazione carbonica consiste nel mettere grappoli di uva interi, intatti, per un tempo variabile da qualche ora a più giorni, dentro un serbatoio ermetico saturo di anidride carbonica.

Si produce in questo modo una fermentazione alcolica intracellulare a carico degli zuccheri e dell’acido malico che viene degradato ad acido piruvico, ad aldeide acetica e, infine, ad alcool etilico. C’è infine una pigiatura vera e propria dell’uva per completare il processo.

Per essere immesso sul mercato come novello, un vino deve avere la gradazione alcolica minima dell’11% in volume, almeno il 40% delle uve deve aver subito il processo di vinificazione per macerazione carbonica, mentre il restante 60% può essere sottoposto alle tecniche classiche.

Generalmente il vino novello è un vino dal colore molto vivo, dal profumo molto intenso, ed al palato è caratterizzato da una scarsa struttura ma da una buona morbidezza.

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