Depressione, si combatte con frutta e verdura a tavola
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Male oscuro sempre più considerato la piaga di questo millennio, la depressione affligge un numero sempre maggiore di persone, trasversalmente a tutte le età e a tutte le classi sociali. La diffusione è talmente preoccupante che l’Oms ha previsto che nel 2020 sarà la seconda malattia più frequente, dopo quelle cardiovascolari.

La depressione rende difficile affrontare la vita di tutti i giorni e ci fa perdere la capacità di provare piacere e soddisfazione per le cose un tempo apprezzate. È causata da una combinazione di fattori biologici, psicologici e sociali: in altre parole, le scelte di vita, le relazioni e le abilità di far fronte alle difficoltà e allo stress hanno un ruolo analogo a quello della genetica.

I disturbi depressivi spesso interferiscono col normale funzionamento nei vari ambiti di vita e causano dolore e sofferenza non solo a chi ne è affetto, ma anche a chi si prende cura di loro. Depressioni gravi possono distruggere la vita di tutta la famiglia, così come della persona ammalata.

La difficoltà sta nel riconoscere l’insieme dei sintomi (sindrome), per cui spesso anche il medico di base non la diagnostica, parlando di un periodo di stress.

In ambito medico e psicologico, il trattamento per la depressione prevede una visita neurologica o psichiatrica e la cura è rappresentata essenzialmente dallo psicofarmaco (antidepressivo).

Questi tipi di farmaci vanno a intervenire sulla serotonina, un neurotrasmettitore conosciuto come “ormone del buon umore”, tuttavia i benefici che si ottengono possono essere momentanei e il rischio è rappresentato dal fatto che la persona trattata con psicofarmaci sviluppi una tossico-dipendenza.

Depressione, si combatte con frutta e verdura a tavola

Depressione si combatte con frutta e verdura a tavola

Altri tipi di cura associano la terapia farmacologica a una psicoterapeutica. Si lavora, quindi, in modo parallelo, andando a indagare le cause più profonde del malessere della persona, legate al contesto familiare, sociale e lavorativo, per poi andare gradualmente a diminuire il dosaggio degli antidepressivi.

Come accade per molte patologie, anche in questo caso seguire un’adeguata alimentazione ha i suoi indubbi benefici.

Nello specifico, verdure, frutta e cereali integrali potrebbero avere un effetto antidepressivo: il loro consumo nel tempo è stato associato, infatti, a tassi inferiori di depressione nella popolazione, ridotto rischio di disturbi depressivi a livello individuale. È quanto dimostrato in una ricerca presentata al meeting annuale della American Academy of Neurology in corso a Los Angeles.

Diretta da Laurel Cherian della Rush University Medical Center in Chicago, la ricerca ha confrontato i tassi di depressione tra individui che aderivano fedelmente alla dieta cosiddetta «Dietary Approaches to Stop Hypertension» (Dash), pensata per ridurre il rischio di pressione alta, coinvolgendo in tutto 964 partecipanti.

È emerso che coloro che seguivano più scrupolosamente la dieta Dash avevano un rischio di depressione dell’11% inferiore rispetto a coloro che, al contrario, la seguivano poco e solevano mangiare, piuttosto, sul modello occidentale, con tanti grassi saturi e carne rossa.

Per contrastare la depressione bisognerebbe quindi mangiare molti cibi ricchi di serotonina, l’ormone del buonumore che influisce sull’appetito, sul sonno e sul controllo degli stimoli. Frutta e verdura sono delle vere fonti di serotonina, quindi combattono ansia e depressione. Per allontanare i disturbi dell’umore, secondo gli esperti, si dovrebbero consumare alimenti come ananas, banane, noci, prugne, spinaci e uova.

Hanno un effetto benefico sull’umore anche gli acidi grassi omega-3. Questi giocano un ruolo fondamentale nella lotta alla depressione. Ecco alcuni alimenti che contengono omega-3: olio di noci, carne, frutti di mare, pesce, yogurt e certi tipi di pane. Favorisce rilassatezza e serenità anche il magnesio, composto presenti in alimenti come spinaci, semi di zucca, mandorle e semi di girasole.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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