E. Coli , dilaga la paura negli Usa per un’epidemia veicolata dalla lattuga

Una delle più amate tra tutte le verdure e consumatissima soprattutto in questo periodo dell’anno in cui c’è la corsa per perdere gli ultimi kg in più prima della prova costume, la lattuga possiede la capacità di reidratare il corpo umano ed è utile per l’apparato digerente.

La lattuga è una pianta angiosperma (o pianta con fiori) che nel linguaggio comune viene erroneamente chiamata “insalata” mentre in realtà insalata è il piatto che si prepara utilizzando la lattuga.

Può essere consumata in differenti modi: cruda, se la pianta è fresca, oppure bollita o stufata dove si presta alla creazione di primi piatti come ministre e zuppe o come decotto.

La lattuga è soprattutto un ortaggio poco calorico, con una prevalenza energetica dei carboidrati (glucidi semplici) rispetto alle proteine e ai lipidi. Il colesterolo è assente ed emergono piccole quantità di fitosteroli.

Prima di consumarla, però, bisogna sempre fare molta attenzione nel lavarla: la lattuga infatti è veicolo prediletto di numerosi virus e batteri anche molto pericolosi.

I batteri patogeni colpevoli sono Listeria, Salmonella e E. coli e, fra i virus, norovirus ed epatite A. Già diversi anni fa sono stati pubblicati dati sulla contaminazione batterica nella lattuga, fresca e confezionata in buste, eppure non è raro che scoppino delle vere e proprie epidemie.

Negli ultimi giorni, ad esempio, è allarme negli Stati Uniti per la lattuga romana contaminata dall’e-coli. Le ultime 5 vittime sono morte dopo aver consumato l’insalata contaminata, e in America si parla già di epidemia.

Attualmente i casi da contagio sono ben 197 in 35 Stati.

E’ la più grande epidemia di Escherichia coli negli Usa dal 2006, quando furono contaminate 200 persone. La lattuga romana sotto accusa proviene dalla regione di Yuma, nell’Arizona, dove pare sia iniziato il focolaio.

Ma la questione è delicata, ed infatti la Food and Drug Administration, che sta indagando, sostiene che non si possono colpevolizzare i singoli coltivatori, distributori o regione.

L’agenzia federale ha comunque avvertito i consumatori di «non mangiare o comprare lattuga romana» anche se sembra improbabile che i lotti si trovino ancora nei supermercati.  I primi casi di malori risalgono al 12 maggio, ma la situazione è precipitata un paio di settimane fa.

Ricordiamo che l’escherichia coli è un batterio che appartiene al gruppo degli enterobatteri e vive nella parte inferiore dell’intestino degli animali.

L’e-coli può provocare malattie sia nell’uomo che negli animali. Le conseguenze di una contaminazione possono essere diverse e variano dalle più lievi alle più gravi: infezioni del tratto urinario, meningite, peritonite, setticemia e polmonite sono le conseguenze più gravi.

Dopo il contagio, i primi sintomi compaiono mediamente entro 12-60 ore, anche se sono stati riportati periodi di incubazione di 3-5 giorni.

L’infezione si manifesta inizialmente con diarrea leggera, non emorragica, che può accompagnarsi a dolori addominali e ad un transitorio rialzo febbrile. Durante le 24-48 ore la diarrea aumenta di intensità e si mantiene tale per 4-10 giorni, durante i quali è spesso commista a sangue ed accompagnata a forti dolori addominali e modesta disidratazione; la febbre è normalmente assente.

Nei casi non complicati, le ultime linee guida consigliano solamente il riposo abbinato ad una generosa assunzione di liquidi per rimpiazzare le perdite idriche e saline. Il ritorno alla normale alimentazione dovrà essere graduale, cominciando da cibi poveri di fibre.

Iniziare precocemente le terapie di supporto (soprattutto reidratanti) nei pazienti con infezioni da Escherichia coli è di grande importanza per la prevenzione di complicazioni, soprattutto per i pazienti colpiti dal ceppo produttore di Shiga-tossine (STEC).

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