Ecco quanti occupati in meno ci saranno nel 2020
Ecco quanti occupati in meno ci saranno nel 2020

Da quattro settimane ormai moltissime imprese e aziende sul territorio nazionale, tutte quelle che non producono beni e servizi ritenuti necessari, sono sbarrate e non si sa quando e come potranno riprendere la loro attività.

Naturalmente questo provocherà delle ripercussioni economiche non da poco, col Pil del 2020 che si stima potrebbe crollare addirittura del 10%, ma quello che fa più paura sono le migliaia di posti di lavoro che andranno persi.

A causa del lockdown provocato dal coronavirus, è possibile che nel 2020 ci siano 422mila occupati in meno, la metà dei quali ne turismo: questo quanto emerge dall’aggiornamento del modello di previsione dei fabbisogni occupazionali realizzato a marzo da Unioncamere. “Si tratta – è scritto – di uno scenario di crisi senza precedenti”. 

Coronavirus e disoccupazione nel 2020.

Nel 2020, al netto dei lavoratori che beneficeranno della cassa integrazione guadagni ordinaria o in deroga, si stimano, in media annuale, di 422mila unità rispetto al 2019 (-2,1%): per gli indipendenti una riduzione di 190mila unità (-3,4%) e per i dipendenti privati di 232mila unità.

Il turismo risulta il settore maggiormente in sofferenza, con un calo stimato nel 2020 di 220mila occupati, ma si stimano ampie flessioni nello stock di occupati anche nei comparti delle costruzioni (-31mila unità), della moda (-19mila unità), della metallurgia (-17mila unità), della meccatronica (-10mila unità) e delle industrie della gomma e delle materie plastiche (-10mila unità). Per quanto riguarda i servizi, oltre al dato del turismo si segnalano importanti riduzioni degli occupati nel commercio (-72mila unità), nei servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone (-24mila unità) e nel trasporto e logistica (-18mila unità). 

I settori per i quali si può prevedere un saldo positivo sono quelli della sanità (+26mila unità), dei servizi Ict (+8mila unità) e le industrie farmaceutiche (+1.200 unità).

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