Economia: La crescita che ci aspettiamo nel 2019
Economia La crescita che ci aspettiamo nel 2019

Ci vuole una visione

Chiunque abbia seguito con un minimo di attenzione le news di un qualsiasi notiziario o le conversazioni in uno dei tanti talk show televisivi ha compreso che le considerazioni e le opinioni sullo stato della economia italiana sono oggetto di un ping pong estenuante non solo all’ interno del paese tra i rappresentanti del Governo e quelli dell’opposizione, ma anche tra i primi e i referenti della Unione Europea.

I primi appaiono ai secondi e ai terzi soprattutto animati dalla volontà di difesa e giustificazione delle scelte politiche che l’esecutivo ha fatto e sta facendo, e questo sembra legittimo. Non possiamo immaginare che le grida di allarme delle opposizioni che ogni giorno rinfacciano ai ministri in carica incompetenza e leggerezza siano tali da indurre l’esecutivo a battersi il petto in un mea culpa e a recedere da decisioni prese in coerenza con le promesse elettorali. C’è sempre in campo una visione del paese e della crescita:

a) Quando il premier Conte si dice fiducioso sul fatto che le scelte del Governo aiuteranno l’economia,

b) Quando il ministro Tria non accetta tout court la stima Istat e parla di una battuta di arresto più che di vera recessione,

c) Una visione sottende anche la decisione delle banche centrali, come FED e BCE che fa una inversione di rotta in senso più espansivo e consente ai mercati una svolta proprio quando temevano una recessione globale,

d) A favore dei mercati si aggiunga anche un probabile accordo sul commercio in prospettiva tra Stati Uniti e Cina che può contribuire a far recuperare il ciclo mondiale e stabilizzare la crescita rispetto al peggioramento registrato nella seconda parte del 2018.

Tra gli investitori che devono prendere in queste contingenze decisioni di investimento, ad esempio facendo trading CFDs, e che pongono attenzione ai dati macro della economia, rimbalza il significato positivo di queste azioni della politica economica sia nazionale, sia internazionale.

Opinioni e consigli guidano gli investitori

L’opinione espressa da Mario Draghi, che risuona più come un consiglio ai governi nazionali dell’area euro, e in primis a quelli, come l’Italia, il cui debito pubblico è elevato, è quella di contribuire “in modo più deciso ad aumentare il potenziale di crescita a lungo termine e a ridurre le vulnerabilità” realizzando “riforme strutturali”.

Il governatore della BCE rimarca che non si deve tralasciare neppure lo scenario incerto della Brexit che potrebbe avvenire come una “Brexit disordinata” alla quale è bene che si prepari il settore finanziario.

Risuona nelle ultime ore la voce del presidente di Istat Gian Carlo Blangiardo alle audizioni davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, impegnate nell’esame del Documento di Economia e Finanza (DEF): la dinamica del PIL reale e la stima di crescita dello 0,2% appare verosimile, i dati ultimi mostrano che il recupero dell’attività industriale è capace di influenzare il quadro macroeconomico del primo trimestre e sembra verosimile il miglioramento dei livelli dell’attività rispetto a quelli di fine 2018.

Tornando infine agli investimenti, gli investitori che scelgono trading CFDs possono essere ispirati dall’ intervista su Quotidiano.Net all’amministratore delegato di Borsa italiana Raffaele Herusalmi, che è stato un professionista del trading, probabilmente anche di trading CFDs, perché induce a prendere in considerazione gli investimenti in Borsa, ma con prudenza, partendo dal presupposto che il mercato è di per se stesso difficile e ancor più difficile può essere oggi dopo l’avvento dell’elettronica e degli algoritmi che chiedono decisioni veloci. E auspica per il mondo della finanza un maggiore avvicinamento delle donne a questo mondo che da sempre è troppo maschile.

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