Fiorello, i social network danno voce agli imbecilli

Negli ultimi tempi si parla spesso di social network, sia perché sono sempre più pervasivi ed utilizzati, trasversalmente a tutte le generazioni e le classi social, ma anche perché anche gli argomenti più delicati e importanti vi vengono sviscerati, spesso però in modo superficiale, dato che tutti si arrogano il diritto di parola, senza pensare alle conseguenze di quello che si dice.

Sull’argomento è tornato a parlare un personaggio che di suo fa un gran uso di questi mezzi di comunicazione, ma evidentemente non ne ha un’opinione troppo lusinghiera.

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo aver bevuto un bicchiere di vino”: con queste Fiorello è pienamente d’accordo con quanto detto qualche tempo fa da Umberto Eco, e si esprime senza mezzi termini in un’intervista al settimanale Oggi.

Fiorello dichiara ancora: “A volte si dà troppa importanza a chi non ne ha. Magari uno si alza al mattino con la luna di traverso e twitta: “Quel programma in tv fa schifo”. Ma chi sei tu per dirlo? Che competenza hai? Tu vali uno! Il problema è che ci sono poi giornalisti pigri che prendono quel tweet e ci costruiscono un articolo. E in poco tempo quel singolo commento diventa “la rivolta del Web”. Guarda, d’accordo, Internet è democrazia, ma aveva pure ragione Umberto Eco quando ha detto quella cosa sui social media e gli imbecilli…”.

Fiorello è stato intervistato anche a proposito della sua Edicola e del Premio “E’ giornalismo” che si appresta a ricevere, e riguardo questo ha dichiarato: “Mi fa piacere, ma sono rimasto stupito per primo io… Abbiamo lanciato dei personaggi. Agonia è appena stato ingaggiato da Giovanni Veronesi per il suo prossimo film. Ma in questi anni, dobbiamo dirlo, abbiamo fatto anche autentica informazione”.

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