Flavio Insinna emoziona parlando di solidarietà e accoglienza
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La scorsa settimana, con gli occhi lucidi e ringraziando pubblico e collaboratori, Flavio Insinna ha chiuso Affari Tuoi: certamente lo rivedremo molto presto, con un nuovo programma televisivo o a teatro con un nuovo spettacolo, ma nel frattempo ci siamo potuti godere un suo emozionante discorso, che ha fatto nelle vesti di ospite di Carta Bianca.

Nel corso del programma di approfondimento che Bianca Berlinguer conduce su Rai Tre, Insinna, ironico e divertente, ha condiviso con il pubblico alcune riflessioni su temi molto complessi come la crisi, l’emarginazione e la povertà.

“Mi piacerebbe che questo paese ritrovasse la necessità – come quella di respirare – di aiutarsi” – ha esclamato, parlando della sua personale esperienza di volontariato a cui tutt’ora si dedica presso la comunità di Sant’Egidio.

«Come diceva don Milani, ‘se voi dividete il mondo in italiani e stranieri, io lo divido in oppressi e oppressori, e sarò sempre al fianco degli oppressi’» – spiega il popolare conduttore – «Ho imparato la solidarietà alle elementari, con suor Virginia, da allora do fastidio alla Comunità di Sant’Egidio e a Emergency. I nuovi poveri non sono solo i migranti, sono anche tanti italiani separati che vivono due solitudini, dormendo in macchina e cercando lavoretti saltuari a Roma e la moglie con i figli in altre città».

Poi la riflessione sul tema dell’accoglienza: « L’Italia è un paese meraviglioso ma è malato di solitudine e indifferenza, l’unica cura è l’amicizia. La vera emergenza non è pensare da dove arrivano o quanti sono i migranti, la vera emergenza è la guerra. Un siriano vorrebbe tornare a casa sua, ma non può. Noi italiani abbiamo esportato la criminalità organizzata in tutto il mondo e ora respingiamo mamme coi bambini dicendo ‘Mandateli via’».

Per poi arrivare ad una vera e propria diagnosi sull’Italia: “A me spaventa la doppia velocità della nostra morale. Se da una parte per noi vogliamo tutto subito, e non è colpa nostra, e no io non c’ero, quando c’è l’altro, allora chi se ne frega. Per noi vogliamo tutto, per gli altri no.”

“Non voglio vivere in questo paese, voglio vivere in un paese gentile che aspetta chi arriva tardi”, conclude, lasciando lo studio e i telespettatori positivamente impressionati dalle sue splendide parole.

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