Frutti di bosco protagonisti di una dieta per perdere fino a 3 kg in 5 giorni
Frutti di bosco protagonisti di una dieta

I frutti di bosco, gustosi e amatissimi, grande attrattiva della gastronomia tardo-estiva, comprendono una grande varietà di piccoli frutti.

Il termine “frutti di bosco” identifica un insieme di frutti che non si accomunano tanto per la classificazione botanica, quanto piuttosto per la compresenza nello stesso habitat naturale o ambiente di crescita; in parole povere, i frutti di bosco sono tutti alimenti di origine vegetale reperibili nel sottobosco o, più genericamente, nelle macchie di vegetazione selvatica (nonostante siano oggetto di colture agrarie).

I più rappresentativi però sono senz’altro: fragoline di bosco (frutti della F. vesca), lamponi (frutti della R. idaesus), more di rovo (frutti del R. ulmifolius), mirtilli rossi, neri e ossicocchi (frutti delle piante Genere Vaccinium), ribes rossi o neri ed uvaspina (frutti delle piante Genere Ribes); d’altro canto, potrebbero rientrare nella stessa categoria anche amarene (frutto del P. cerasus), more di gelso (frutti del M. nigra e M. alba), bacche del sambuco nero (frutti del S. nigra).

Il loro uso è potenzialmente infinito in cucina: vengono impiegati per il consumo fresco (consigliato per preservarne il contenuto vitaminico ed antiossidante), l’aggiunta a yogurt, mousse, bavaresi, gelati e altri dolci al cucchiaio, l’aromatizzazione di liquori, l’estrazione di succhi di frutta, l’integrazione a dolci lievitati (come il panettone di S. Margherita Ligure), l’aromatizzazione di pietanze come i brasati di selvaggina, e chi più ne ha più ne metta.

Tutti questi frutti sono ricchi di antiossidanti, sostanze benefiche che ci proteggono dalle malattie e che ci aiutano a prevenire e a contrastare le infezioni. Prevengono inoltre l’invecchiamento, dato la ricchezza di polifenoli, delle molecole fondamentali per arginare i danni causati dai radicali liberi e per prevenire patologie croniche, oltre che per migliorare le capacità cognitive.

I frutti di bosco, con particolare riferimento ai mirtilli rossi, che sono stati oggetto di uno studio specifico, aiutano a limitare il colesterolo e a bruciare i grassi. Secondo i ricercatori, i mirtilli rossi della varietà Vaccinium vitis-idaea potrebbero prevenire l’aumento di peso nelle persone che seguono una dieta non troppo sana e ricca di grassi e contribuire a tenere sotto controllo il colesterolo alto.

Ma c’è di più: questi frutti sono anche ottimi alleati nella perdita effettiva di peso.

Tra i regimi alimentari più chiacchierati nell’ultimo periodo c’è infatti la dieta ai frutti di bosco, un sistema che permette di perdere tre chilogrammi in appena cinque giorni.

La dieta dei frutti di bosco è un regime alimentare ipocalorico che prevede l’assunzione di 1000 calorie al giorno e che vede protagonisti indiscussi del piano alimentare questi magici frutti.

La dieta prevede di consumare al mattino delle buone quantità di questi frutti, gustati nel latte oppure nello yogurt e di accompagnarli con cereali integrali e con tè detossinante.

A merenda, sia al mattino che al pomeriggio, si deve mangiare una buona porzione di frutti rossi freschi oppure frullarli in uno smoothie.

Il pranzo si compone di carboidrati e verdura, quindi ad esempio una pasta al pomodoro fresco e una porzione di verdure, mentre alla sera si devono scegliere cibi più ‘riposanti’ come il pesce e la carne bianca, sempre accompagnati da generose porzioni di verdura cruda o cotta.

Questo regime alimentare non può però essere seguito per un periodo prolungato, ma si deve applicare solo a un breve periodo per perdere rapidamente peso e in seguito sarà importante cercare di trovare un’alimentazione per evitare di riprendere immediatamente quanto perso.

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