Gabriele Muccino ritorna alle origini con L’Estate addosso

In sala la pellicola ci arriverà il prossimo 15 settembre, ma è stata già accolta con tutti gli onori, sebbene presentata fuori concorso, a Venezia 73:  “L’estate addosso” di Gabriele Muccino racconta il viaggio, post diploma, negli Usa di due ragazzi italiani (Brando Pacitto e Matilda Lutz), un viaggio iniziatico verso l’età adulta che li cambierà per sempre.

Era il 1999 quando la sua opera seconda Come te nessuno mai, ritratto “emotivo” di un gruppo di liceali romani, sbarcava al Lido rivelando il talento del regista, ed oggi la pellicola ha saputo replicare le stesse emozioni e gli stessi applausi entusiasti di allora.

E questo è in qualche modo anche un ritorno alle origini del regista: niente major, budget contenuto, attori poco conosciuti «e soprattutto», spiega Muccino, «la libertà di raccontare alla mia maniera».

“In Italia tocchiamo con mano il pessimismo verso il futuro, – ha detto Gabriele che da qualche anno si è trasferito negli Usa- i giovani non lo vedono più. E questo ci differenzia dagli Usa. Chi non crede nel futuro abolisce di fatto l’ottimismo. Bisognerebbe tornare al 1945, quando l’Italia aveva tutte le città distrutte, ma che poi ha ricostruito con coraggio”.

E sui giovani dice: «Già dai tempi di Plinio, i giovani venivano considerati la rovina della società, peggiori delle generazioni precedenti. Quelli italiani oggi sono imbevuti di pessimismo verso il futuro, non riescono proprio a vederlo. Ma è sbagliato fare paragoni. L’approccio alla vita e le grandi pulsioni del cuore sono immutati».

“L’estate addosso”, la canzone di Lorenzo Jovanotti che tutti conoscono, è nata insieme al soggetto del film tre anni fa, quando però ancora il progetto era in preparazione e non a casa è anche la colonna sonora della pellicola che non resta che correre a vedere al cinema.

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