Gianluca Semprini, la sua assunzione porta bufera in Rai

I vertici Rai sono stati completamente ristrutturati, i novi direttori di rete hanno promesso nuove regole e nuove norme, eppure a quanto pare le vecchie abitudini sono dure a morire, e lo ha mostrato in modo lampante la bufera scoppiata attorno alla figura di Gianluca Semprini.

Il sindacato dei giornalisti Rai ha infatti accusato Viale Mazzini di scarsa trasparenza a proposito dell’assunzione a tempo indeterminato dell’ex volto di Sky Tg24 che dalla prossima stagione si occuperà di politica e informazione il martedì sera su Rai3: “Altro che trasparenza. In Rai tornano le chiamate dirette. I vincitori della selezione pubblica? Possono aspettare. E chi di loro entra si deve mettere in fila a fare il percorso di precariato pagato con contratto depotenziato. I vuoti di organico? Possono aspettare. Le sostituzioni delle lavoratrici in maternità? Non ci sono i soldi. Che invece si trovano per assumere da caporedattore l’ennesimo esterno. Insomma riprende la vecchia pratica della chiamata diretta. E ovviamente con tutte le garanzie: contratto a tempo indeterminato”.

“In merito ad alcune notizie di stampa circolate in queste ore, Rai precisa che tutte le procedure relative all’assunzione di Gianluca Semprini sono state seguite secondo le regole previste dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico” spiega la Rai un comunicato ufficiale.

«La nota ufficiale della Rai conferma che sono state violate le norme contrattuali. Il contratto di lavoro giornalistico prevede che le assunzioni vengano “proposte” dal Direttore di testata. Non che dia un semplice consenso», controbattono in un’altra nota, la Federazione nazionale della stampa italiana e l’Usigrai.

«O l’azienda è in grado di pubblicare la proposta formale di assunzione formulata dal Direttore di Rainews24 – osservano – o ci rivolgeremo in ogni sede opportuna per denunciare questa palese violazione. Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di valutare tutta la documentazione. Intanto, nelle prossime ore forniremo all’Anac e alla Corte dei Conti un aggiornamento dell’esposto già presentato nelle scorse settimane. Risulta poi quanto meno offensivo il tentativo della Rai di difendersi sul fronte degli inutili costi aggiuntivi. Se davvero voleva “massimizzare il rapporto costi-benefici”, avrebbe potuto scegliere uno dei 1700 giornalisti che già alle dipendenze dell’azienda».

E la guerra è solo al primo atto.

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