Greg Lake, addio a un grande degli Emerson Lake and Palmer

Eleonora Gitto

Se n’è andato Greg Lake, voce, chitarra e basso degli Emerson Lake and Palmer.

In questi casi bisognerebbe non lasciarsi trasportare troppo dalle emozioni, ma siamo di fronte a musicisti rari: non è facile.

Quella che se n’è andata non è solo un’icona del rock, del progressive; è un artista che ha scolpito mirabilmente un quindicennio di musica di eccezionale livello qualitativo in termini di creatività e di preparazione musicale.

Non a caso Keith Emerson, suo compagno di fortune musicali e tragicamente scomparso qualche mese fa, era considerato il miglior tastierista dell’epoca.

Parliamo degli anni settanta e oltre. Emerson si è suicidato, forse consapevole del fatto che non avrebbe più potuto suonare a causa di una malattia.

Greg Lake è morto di tumore a 69 anni. Ambedue hanno fatto parte, con Carl Palmer, del miglior trio che la storia del rock ricordi.

Una energia, una tecnica, una vitalità strabordanti. Ma Lake aveva suonato precedentemente con un altro grandissimo gruppo Progressive, i King Crimson. Poco da dire: molto da sentire, da risentire da riascoltare.

Con la sua chitarra acustica cristallina, Greg Lake ha reso indimenticabili alcuni brani; con il basso li ha accompagnato in maniera fantastica; con la voce è riuscito a spiegare a quelli che facevano rock che qualche polistrumentista sapeva cantare anche in maniera meravigliosa. Più di così non si poteva fare. Grazie, Greg.

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