Il colesterolo alto dipende anche dal proprio corredo genetico

Controllare il livello dei grassi cattivi, il cosiddetto colesterolo cattivo, nel nostro sangue è importantissimo, anche perché questo può ostruire vene e arterie,  provocando ictus e infarti anche mortali.

Fondamentale è controllare la propria alimentazione certo, ma stando a quanto diffuso da una recente ricerca, un apporto fondamentale viene anche dal proprio patrimonio genetico.

Secondo l’indagine italiana “Colesterolo, una questione di famiglia”, presentata a Roma da Cittadinanzattiva, il colesterolo alto, che ad oggi ha colpito 250mila italiani, non è determinato da una cattiva alimentazione o da stili di vita inadeguati, ma da una causa genetica che impedisce all’organismo di eliminare efficacemente dal sangue il colesterolo cattivo.

Si tratta della cosiddetta ipercolesterolemia familiare, patologia ancora poco conosciuta, diagnosticata e trattata, tanto che si stima che in Italia abbia ricevuto una diagnosi corretta solo l’1% della popolazione che ne è affetta, a confronto dell’Olanda 71%, e della Norvegia 43%.

Sono stati somministrati 1.300 questionari e poco meno della metà degli intervistati (45%) ha riconosciuto l’ipercolesterolemia familiare come un’elevata concentrazione di colesterolo nel sangue ma solo poco più di un terzo conosce l’origine.

Dallo studio emerge inoltre come il 33% dei pazienti abbia avuto difficoltà nell’individuare uno specialista, mentre il 39% lamenta la poca la collaborazione tra specialista e medico di famiglia. Altro problema evidenziato è l’assenza di sintomi evidenti della malattia.

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