Il vapore rivoluziona la lavanderia a gettoni

Redazione

Sono stati tanti, in questi anni, a decidere di investire nell’apertura di una lavanderia a gettoni, attirati dalla semplicità dell’investimento e dalle possibilità di guadagno, che erano effettivamente interessanti, almeno sulla carta. Come mai, allora, dopo qualche anno di esercizio ci sono svariati microimprenditori che non si dichiarano davvero soddisfatti dei risultati che hanno ottenuto?

Un costo mal pianificato

Chiariamo subito un fatto: le previsioni di guadagno, quando svolte da aziende serie e con oculatezza, non contenevano errori nelle valutazioni riguardo alla clientela, o alla qualità del servizio: in una location ben scelta, con un buon passaggio di pubblico, la lavanderia a gettoni soddisfa un bacino di utenza che è anzi probabilmente destinato a crescere ulteriormente. Ma ben pochi avevano preventivato, anche tenendo conto degli aumenti che si sono verificati, quanto avrebbe inciso – erodendo i margini – il costo sempre crescente dell’energia elettrica.

Una risorsa fondamentale

Se c’è infatti una risorsa che viene consumata in quantità massiccia nella lavanderia a gettoni è l’energia elettrica. Non soltanto, infatti, questa occorre per banalità come l’illuminazione, o l’alimentazione delle macchine lavatrici: questi consumi sono quasi irrisori, sul totale. A gravare pesantemente sul bilancio, invece, sono i consumi di energia relativi al riscaldamento, sia dell’acqua per i lavaggi che, ancora di più, dei cestelli delle macchine asciugatrici: e considerando la bassa efficienza dell’elettricità per riscaldare, questo problema si trasforma in un aumento incontrollabile e ingestibile dei costi, dato che anche aumentando l’attività non si può risolverlo.

Una soluzione antica e nuova

 

A rispondere nel modo più convincente a questo problema del settore è l’introduzione di un nuovo tipo di impianti, che sfrutta una tecnologia  che, pur essendo più antica dell’elettricità, non era mai stata applicata a questo settore.
Si tratta dell’utilizzo di impianti a vapore centralizzati per gestire tutte le necessità di riscaldamento della lavanderia a gettone, sia per quanto riguarda l’acqua del lavaggio che i cestelli delle asciugatrici. Una caldaia centrale ad alta efficienza e bassi consumi riesce infatti a generare grandi quantità di vapore, che viene poi forzato a circolare in un impianto collegato sia alle lavatrici che alle asciugatrici.
Il primo effetto è un calo drastico dei costi d’esercizio, che ripristina margini di guadagno interessanti; il secondo, dato che non occorre un contratto elettrico industriale, è la possibilità di alimentare un numero di macchinari molto superiore, aumentando l’efficienza della lavanderia.

Tutti gli imprenditori interessati a convertire la loro lavanderia a gettoni, o aprirne una nuova, con impianto a vapore, possono consultare il sito di Dry-Tech, l’azienda specializzata che sta introducendo il sistema nel mercato.

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