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Incubi notturni, la scienza spiega da dove derivano

VEB Nov 11, 2022

Ci assalgono durante la notte e spesso ci fanno svegliare di soprassalto, ma da dove derivano gli incubi?

Incubi notturni la scienza spiega da dove derivano
foto@Pixabay

Tutti noi sogniamo, spesso al risveglio non ricordiamo quello che abbiamo sognato durante la notte, altre volte invece non riusciamo a dimenticarlo perché magari si è trattato di un incubo, quello che definiamo “brutto sogno“.

Una ricerca ha tentato di fornire una spiegazione ai meccanismi del nostro cervello quando facciamo un incubo.

Lo studio, condotto da numerosi esperti e pubblicata sulla rivista Journal of Neuroscience, è riuscito ad individuare la firma neurale dei nostri incubi. Fino ad oggi, infatti, gli scienziati non erano in grado di comprendere quali emozioni fossero sottese alla sperimentazione del nostro sonno o di un nostro incubo.

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La ricerca in questione ha previsto l’utilizzo di un elettroencefalogramma per analizzare il cervello dei volontari durante le due notti di sperimentazione previste dalla ricerca. Dopo 5 minuti di fase Rem del sonno, ovvero la fase di sonno legata all’azione di sognare, i volontari sono stati svegliati per raccontare le emozioni vissute durante il sonno.

Da qui i ricercatori hanno stabilito un particolare collegamento tra il sentimento di rabbia vissuto all’interno del sogno (incubo) e l’attività cerebrale registrata dall’elettroencefalogramma.

In particolare, quando i partecipanti registravano una maggiore attività cerebrale di onde alfa nell’area destra del cervello, sperimentavano, allo stesso tempo, una maggior sensazione di rabbia e quindi di fastidio. E’ questa stessa sensazione di rabbia che genera, poi, la manifestazione di un sonno non tranquillo e quindi anche di un incubo.

La firma neurale che predice questo comportamento è chiamata asimmetria alfa frontale (Faa) e dimostra, quindi, che l’attività cerebrale può rappresentare un indicatore della regolazione delle nostre emozioni.

In poche parole, se le onde alfa che si attivano negli istanti precedenti al nostro addormentamento risultano maggiori nell’area destra del nostro cervello, esiste una buona probabilità che ci toccherà fare i conti con un incubo notturno.

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