L’inquinamento influisce negativamente anche sull’apprendimento dei bimbi

Purtroppo l’inquinamento è una delle piaghe di questo secolo, con gli enormi effetti negativi che porta con sé, per il nostro pianeta ed anche per la nostra salute.

Ogni anno nei paesi industrializzati sono prodotti e rilasciati nell’atmosfera miliardi di tonnellate di sostanze inquinanti, ne sono state individuate più di 3.000, le più importanti sono: gli ossidi di zolfo (5O2), il biossido di Azoto (NO2), l’ozono (O3), l’ossido di carbonio (CO) ed il microparticolato (PM10).

L’inquinamento è direttamente responsabile o corresponsabile di tutte le più importanti patologie dell’apparato respiratorio, dalla tosse alle infezioni polmonari (bronchiti, polmoniti), alle patologie broncoostruttive (asma e BPCO) ai tumori polmonari ed inoltre causa un significativo aumento di mortalità per tali patologie.

Ma non solo: sembra che quando i bambini sono esposti ad alti livelli di inquinamento atmosferico, la loro attività cerebrale sembra rallentare.

Si parla nello specifico di “effetto down”, un rallentamento cerebrale teorizzato dagli scienziati del Centre for Research in Environmental Epidemiology di Barcellona, in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Epidemiology’.

Lo studio è stato eseguito su circa 3000 studenti di età compresa tra i 7 e i 10 anni, testando la loro capacità di prestare attenzione in classe e confrontando i risultati con le oscillazioni nella qualità dell’aria.

I piccoli esposti allo smog emesso dal traffico stradale durante il tragitto verso la scuola farebbero più fatica a seguire le lezioni in aula, impiegando più tempo per rispondere alle domande e accusando in generale difficoltà a concentrarsi.

Nelle giornate di elevato inquinamento ambientale, la maggior parte degli alunni ha dimostrato una evidente riduzione della capacità di concentrazione su compiti di problem-solving. Le emissioni in questione, sottolineano gli scienziati, contengono elementi “neurotossici” che possono danneggiare appunto il cervello dei bambini.

Purtroppo questa non è certo la prima teoria che dimostra come lo smog danneggi il cervello: è infatti già stata sviluppata da precedenti studi, che hanno dimostrato che le sostanze inquinanti sono tossiche per i neuroni e potrebbero facilitare l’insorgere, tra l’altro, di depressione, psicosi, demenze precoci.

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