Torino, un pene è stato ricostruito usando la pelle dell’avambraccio
pene ricostruito da avambraccio

I migliori talenti italiani fuggono all’estero, per cercare maggiori gratificazioni, per il loro lavoro e i propri sforzi dopo una vita intera dedicata a studio e ricerca, eppure l’Italia continua a confermarsi un’eccellenza in campo medico, con interventi all’avanguardia e utilizzando tecniche che ci invidia il mondo intero.

L’ultimo esempio viene da Torino, dove l’equipe del reparto di urologia dell’ospedale piemontese in collaborazione con l’Institute of Urology di Londra, ha dato vita alla prima ricostruzione di un pene grazie ad una parte di avambraccio.

Nello specifico, la struttura viene creata partendo da un lembo di cute e tessuto sottocutaneo, con relativi nervi e vasi sanguigni, prelevato dall’avambraccio di ogni paziente.

Una tecnica “complessa ma efficace”, che consente di ricostruire nello stesso intervento un glande molto simile a quello originario e l’uretra. La funzione erettile del nuovo pene viene garantita da una protesi inserita in un secondo momento.

La perdita di tessuto dell’avambraccio viene a sua volta colmata apponendo un prelievo di cute dalla coscia del paziente.

L’intervento verrà presentato lʼ8 e il 9 giugno in diretta alle Molinette nel corso del Congresso “Innovazioni in chirurgia ricostruttiva e robotica in urologia”.

All’operazione chirurgica saranno sottoposti un paziente che ha subito l’asportazione dell’organo genitale a causa di un tumore e un giovane affetto da micropene, rara condizione caratterizzata dal mancato sviluppo del pene.

Questa nuova tecnica rappresenta l’ancora di salvezza nei casi di anomalie congenite del pene, in caso di perdita o asportazione completa del pene a causa di eventi traumatici o tumore, oltre che nei transessuali donna che vogliono sottoporsi ad operazione.

Un’occasione quindi, più unica che rara, per tutti questi soggetti, di poter finalmente avere un’attività sessuale normale e procreare, e soprattutto, ad oggi, la tecnica meno invasiva, dato che l’unica alternativa è il trapianto integrale di pene.

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