Insonnia, un’epidemia che costa miliardi in tutto il mondo
Insonnia epidemia che costa miliardi in tutto il mondo

Sebbene un vecchio detto popolare reciti che chi dorme non piglia pesci, in realtà il sonno è essenziale per il benessere psico-fisico di ognuno di noi.

Durante il sonno, infatti, i ritmi biologici rallentano, l’organismo recupera le energie spese durante la giornata e il cervello riduce al minimo la sua attività, occupandosi principalmente di rielaborare le esperienze fatte durante la veglia.

In media gli adulti hanno bisogno di 7-8 ore a notte, mentre i bambini possono dormire fino a 10-12 ore al giorno, anche se il fabbisogno di riposo è una caratteristica individuale.

E’ ormai dimostrato che le persone che dormono poco hanno alti livelli di proteine infiammatorie nel sangue; le infiammazioni è noto essere collegate a molte malattie come l’artrite, l’infarto, il diabete, solo per citarne alcune. Inoltre con una buona dose di sonno si vedranno aumentare considerevolmente le difese immunitarie.

La carenza di sonno può portare inoltre ad un aumento della pressione sanguigna, mal di testa, un leggero innalzamento della temperatura corporea e un conseguente senso di malessere generale, gastralgie.

Il sonno può essere soggetto a diversi disturbi, ancora oggi spesso sotto-diagnosticati, che minano la capacità di mantenere la concentrazione durante il giorno.

Responsabili del cattivo riposo sono spesso scorrette abitudini: il consumo eccessivo di caffeina o di alcool in serata o la cosiddetta ansia da insonnia, cioè la semplice paura di non prendere sonno, ma anche  l’uso di tv, tablet e smartphone prima di dormire.

Insonnia epidemia che costa miliardi in tutto il mondo

Proprio riguardo all’ultimo punto, non tutti i progressi della tecnologia si traducono quindi in miglioramenti della qualità della vita degli utenti: è questo il risultato di uno studio australiano pubblicato sulla rivista Sleep.

Stando alla ricerca condotta da David Hillmann dell’ospedale Sir Charles Gairdner di Perth e presidente della Sleep Health Foundation, infatti, la mancanza di sonno (legata ai progressi delle comunicazioni attraverso i fusi orari) è divenuta una sorta di vera e propria epidemia su scala mondiale, i cui costi ammontano a miliardi di dollari per perdite di produttività, incidenti stradali o sul lavoro e varie malattie.

I livelli accresciuti di connettività fanno sì che le persone restino sveglie la notte fino al primo mattino per contattare clienti e soci di affari in altre parti del mondo.

«Siamo nel pieno di un’epidemia mondiale di sonno inadeguato, dovuto spesso a disturbi clinici del sonno, alle pressioni da lavoro competitivo o da attività sociale e familiare, e anche dalla mancanza di priorità attribuita al sonno, per scelta o per ignoranza», scrive Hillmann.

«A parte l’impatto sul benessere, questo problema comporta costi economici enormi a causa dei suoi effetti distruttivi su salute, sicurezza e produttività», aggiunge.

Ricordiamo che ad oggi il 40% della popolazione mondiale soffre di disturbi del sonno. In Italia sono 12 milioni le persone che non riposano bene e 4 milioni quelle che soffrono di insonnia cronica, secondo i dati diffusi nel corso dell’ultimo World Sleep Day, organizzato dalla World Sleep Society, fondata dall’Associazione Mondiale di Medicina del Sonno.

Negli ultimi 50 anni, si è registrata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore ed è sempre più in aumento il numero di persone che soffrono di insonnia.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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