Istat, DEF: l’11,9% degli italiani è povero, quasi alla fame
Istat, DEF: l’11,9% degli italiani è povero, quasi alla fame

Dopo l’audizione sul Documento di Economia e Finanza, DEF, l’Istat rende noto dati allarmati: l’11,9% degli italiani è molto povero, quasi alla fame.

7 milioni 209 mila sono le persone che in Italia vivono in famiglie in condizione di povertà o in serie difficoltà economiche.

Nel 2016 l’11,9%, in termini assoluti, degli abitanti del Belpaese si trovano in famiglie che accusano almeno 4 sintomi di disagio su un totale di 9.

Quelli che stanno meglio non possono permettersi le vacanze, sono in arretrato con il pagamento di mutui, bollette, affitto o, peggio, non riescono nemmeno a mangiare un pasto proteico adeguato.

Il direttore del dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Roberto Monducci, durante l’audizione sul DEF ha così riferito alle commissioni Bilancio del Parlamento: “Nonostante il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, nel 2016 non si è osservata una riduzione dell’indicatore di grave deprivazione materiale, corrispondente alla quota di persone in famiglie che sperimentano sintomi di disagio. Secondo i dati provvisori del 2016, tale quota si attesta all’11,9%, sostanzialmente stabile rispetto al 2015”.

“Serve uno scatto dell’economia – spiega Monducci – per centrare gli obiettivi di crescita del Pil previsti dal Governo per il 2017” (+1,1%).

“Le oscillazioni del commercio estero e della produzione industriale osservati nei mesi di gennaio e febbraio potrebbero rappresentare dei fattori di rischio per la crescita del primo trimestre 2017″, spiega.

“Il segnale – sottolinea il direttore – che arriva è di una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni”.

Per Monducci è “necessaria una promessa di tassi di crescita rilevanti, significativi, in corso d’anno”, poiché “si segnala che una crescita nel primo trimestre in linea o inferiore a quella osservata negli ultimi tre mesi del 2016”, ovvero dello 0,2%.

Questa stasi della crescita “richiederebbe, ai fini del raggiungimento degli obiettivi indicati dal governo per il 2017, una accelerazione dei ritmi di espansione nei trimestri successivi”.

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