Jerry Lewis, addio al re indiscusso della risata

Con lui si chiude un’epoca, quella della comicità nel suo senso più puro e profondo, quella che ha visto lui come re indiscusso per oltre mezzo secolo: è morto all’età di 91 anni a Las Vegas l’attore comico americano Jerry Lewis.

Variety, a cui la morte di Lewis è stata confermata da un suo agente, ha scritto che Lewis aveva da anni diversi problemi di salute: un’operazione a cuore aperto nel 1983, un’altra per un tumore alla prostata nel 1992, trattamenti per la dipendenza dai farmaci che gli erano stati prescritti nel 2003, un infarto nel 2006, fibrosi polmonare e altro.

Il suo vero nome era Joseph Levitch figlio di Daniel Levitch, un attore di vaudeville, e Rachel “Rae” Levitch (nata Brodsky), ambedue immigrati russi di origine ebraica. Considerato uno dei comici più celebri dello spettacolo, era nato il 16 marzo del 1926 a Newark nel New Jersey.

Dalla seconda metà degli anni Quaranta ha formato una efficacissima coppia con Dean Martin, un sodalizio artistico nato per caso nel 1946 (con Martin che sostituì all’ultimo minuto un attore indisponibile) e che è durato esattamente dieci anni, pieni di successi cinematografici, spettacoli tv e radio e addirittura un fumetto dedicato a loro.

Il successivo distacco gioverà a entrambi: a Dean Martin che smessi i panni di “spalla” farà valere le proprie doti in pellicole come Un dollaro d’onore e Qualcuno verrà, e a Lewis stesso, che da quel momento si metterà alla prova anche come regista nei film Ragazzo tuttofare, L’idolo delle donne, Le folli notti del Dottor Jerryl e I magnifici 7 Jerry.

Lewis naturalmente ha lavorato anche alla regia, ed esordisce girando alcuni film con i suoi amici da piccoli su una 8 mm. Nei suoi film Jerry Lewis fa spesso la parte del “perdente”, e si scaglia contro la società in generale che lo deride e lo rimanda al mittente.

Lewis colleziona tra gli anni ’60 e ’70 una media di due film l’anno, premi e nomination, a cui affianca un’intensa attività di beneficenza che culminerà nel ’66 con la creazione della maratona tv Telethon, senza che il successo e la ricchezza turbino minimamente la sua vita privata.

Negli ultimi anni diede vita “House of Laughter” (La Casa della Risata) per aiutare i bambini e i giovani affetti da malattie o reduci da traumi, attraverso il potere terapeutico della risata.

Ritornò al cinema nel 1983, quando Martin Scorsese lo chiamò per interpretare “Re per una notte”, accanto a Robert De Niro. Infine anche il regista Daniel Noah nel 2013 lo volle nel film Max Rose, tra le ultime interpretazioni di una carriera lunga quasi 60 anni.

Parlando di Lewis il grande regista e critico cinematografico francese Jean-Luc Godard scrisse che era l’unico regista statunitense che cercava «di sperimentare qualcosa di nuovo e originale nei propri film» e spiegò che secondo lui era «molto meglio di Chaplin e Keaton».

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